Quelli della Chispa

«Dato che a Treviso non ci sono locali che soddisfano le nostre esigenze, ne abbiamo aperto uno noi». Giovanni e Davide, fratelli di 25 e 22 anni, descrivono così l'esperienza del magazzino La Chispa (
). «Il nostro intento - spiega Davide - è quello di creare un laboratorio creativo permanente. La preoccupazione, però, è proprio quella che si riduca a un locale come un altro».


E' una tribù atipica, quella di Giovanni e Davide, rispetto a quelle che popolano il territorio della Marca. Una quindicina di ragazzi e ragazze di Treviso e dintorni, accomunati dalla voglia di dare sfogo alla loro creatività e di condividerla con altri. Aperto da settembre, prima a Selvana, ora in una vecchia casa di Roncade, il magazzino La Chispa è infatti un punto di ritrovo ma soprattutto una fucina d'idee. I laboratori che si organizzano al suo interno spaziano dalla fotografia ai video, dalla poesia alla pittura, alla natura (all'esterno c'è un orto biologico). In fieri, una volta ultimate le operazioni di pulizia e restyling, c'è anche la realizzazione di una sala prove per gruppi musicali.


I ragazzi organizzano serate a tema per la settantina di tesserati (a tre euro la tessera, «più un'ombra offerta»). La musica che si ascolta alla Chispa va dal punk hard core al jazz, dai cantautori italiani ai ritmi pop della musica commerciale. Per questo, i quindici ragazzi che animano il posto rifiutano l'etichetta di tribù. «Quando entriamo nei locali, ci guardano storto», dice però qualcuno di loro. Quindi un minimo di contrapposizione c'è, con quelli che chiamano “fighetti”. «In realtà - spiega Davide - pochi di loro decidono di venirci a trovare. Anche se, a dire il vero, siamo appena nati e dobbiamo ancora farci conoscere». La Chispa non è un centro sociale, ma a differenza dei locali di Treviso non fa selezione all'ingresso.


«Qui vengono anche i “fighetti” - prosegue Davide - quello che conta è lo spirito con cui si arriva. Le porte della casa sono aperte a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco». Studenti e lavoratori dai 20 ai 30 anni, i promotori della Chispa sono dunque un gruppo piuttosto eterogeneo. In genere attenti ai temi sociali della loro città, vestono «con sobria eleganza» (vedi foto) e sono aperti anche alle tribù di passaggio. «L'importante - chiosa Giovanni - è che abbiano voglia di dare sfogo alla loro creatività e di condividerla con noi».

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