Primo maggio di lotta e diritti a Marghera: «Il lavoro sia dignitoso»

 Alla manifestazione nazionale anche i leader della sinistra Schlein e Fratoianni. I sindacati: «Ripartire da rappresentanza e salari»

Maria Ducoli

Hanno attraversato piazzale Giovannacci con le bandiere sottobraccio, ancora arrotolate. Cappellini verde Cisl, magliette rosso Cgil,  pettorine azzurro Uil. Sono arrivati in gruppo, ma poi i colori si sono mescolati nella piazza del Mercato, cuore pulsante di questo Primo Maggio, con Marghera eletta a piazza nazionale dalle sigle confederali.  Una piazza unita, dopo la scissione dello scorso anno, con i comizi separati dei tre segretari generali. Stavolta no, stavolta a Marghera ci sono proprio tutti.  

Marghera cuore industriale

«Siamo tutti e tre qui a Marghera», dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, «per mettere al centro il lavoro dignitoso e dire che in questo Paese c'è bisogno di intervenire sui salari, di salvaguardare di più la sicurezza sul lavoro, di diminuire il precariato. Una serie di cose da fare insieme alle nostre controparti, con cui stiamo discutendo, ma anche con il contributo del governo».

Un giorno di festa, ma anche e soprattutto di lotta, che mette al centro «il lavoro dignitoso», slogan di questo Primo Maggio che vede Marghera ritornare il suo ruolo simbolo di un’epoca. «Abbiamo scelto questo luogo», spiega Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, «perché è un luogo simbolo dell’industria italiana e rappresenta una serie di aspetti positivi ma anche di criticità». Tra queste, il recente caso della InvestCloud, la società americana che sta licenziando una quarantina di lavoratori per effetto dell’intelligenza artificiale. «Noi non abbiamo paura dell’Ai», aggiunge Fumarola, «ma deve essere governata attraverso la contrattazione», fa notare. 

I comizi 

Sul palco, uno dopo l’altro, i delegati delle tre sigle sindacali hanno dato voce a diritti negati e rivendicazioni chiare. Sul palco, anche la mamma di Mattia Battistetti, morto in un cantiere di Montebelluna a 23 anni. 

 Al centro, il lavoro:  non solo come fonte di reddito, ma come momento di reale emancipazione da ogni forma di oppressione e occasione di autorealizzazione della persona.  Solo pochi giorni fa, il Governo ha varato il decreto Lavoro. «Non dà un euro ai lavoratori», dichiara il leader della Cgil, Maurizio Landini, «Ho trovato singolare che parlano di decreto lavoro per il primo maggio e poi 960 milioni di euro vanno alle imprese; ai lavoratori da domani non cambia nulla, non c'è l'aumento di un euro. Che vantaggio hanno?»

Landini sottolinea come il decreto non cancelli  i contratti pirata: «Non è stato fatto nessun tavolo, il Governo non ha aperto le trattative  con nessuno», aggiunge.  «l problema è aumentare sostanzialmente i salari», rimarca Landini ricordando la trattativa «molto importante aperta con le associazioni imprenditoriali» sulla rappresentanza, «i lavoratori e le lavoratrici devono avere il diritto di votare gli accordi e i propri delegati e ogni sindacato deve essere misurato in base a quanti iscritti e quanti voti ha e la stessa cosa deve valere per le imprese. Questa è la battaglia che vogliamo fare e per questo bisogna arrivare poi a delle leggi che sostengano questi accordi, perché i contratti pirata siano fuori legge, punto. Non può essere che ognuno scelga quale contratto gli conviene utilizzare. Questa è una follia». 

I leader Fratoianni e Schlein con Fumarola (Cisl)
I leader Fratoianni e Schlein con Fumarola (Cisl)

I politici 

A Marghera non solo sindacalisti e lavoratori, ma anche i politici. Sono arrivati poco prima delle 12 i due leader della sinistra, Nicola Fratoianni (Avs) e la dem Elly Schelein, che hanno stretto la mano ai leader sindacali e ribadita la necessità di rimettere la contrattazione al centro. Non sono mancati nemmeno i candidati sindaci alle elezioni comunali di Venezia, Andrea Martella per il centrosinistra e Simone Venturini per il centrodestra. «Il fatto che Cgil, Cisl e Uil si siano riunite proprio a Marghera è positivo», commenta Martella, «il lavoro è al centro della nostra agenda politica. Marghera  rimane una delle aree più infrastrutturate d’Europa,  bisogna assolutamente avere un progetto e noi ce l’abbiamo». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Venturini: «Il lavoro dev’essere un grande motore di crescita per il nostro territorio, la crescita si realizza tramite logistica, gli investimenti. Bisogna dire sì anche al Porto, senza ambiguità». 

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