Travolto da una slavina il giorno di Pasqua, morto scialpinista di 36 anni

Si è spento dopo tre giorni di ricovero all’ospedale di Bolzano l’architetto Cesare Zilio, travolto da una slavina in Val di Vizze in Alto Adige. Viveva a Borso del Grappa

Cesare Zilio
Cesare Zilio

Cesare Zilio non ce l’ha fatta: il giovane scialpinista di Borso del Grappa è deceduto mercoledì 8 aprile all’ospedale di Bolzano dove era ricoverato da tre giorni. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi.

Zilio, 36 anni, la mattina di Pasqua era stato travolto da una slavina con duecento metri di fronte, staccatasi da Cima Grava, in Val di Vizze in Alto Adige. La slavina lo ha trascinato per centinaia di metri ed è stato ritrovato sepolto sotto un metro e mezzo di neve.

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Cesare Zilio

In vacanza

Zilio era in vacanza con la sua compagna e un gruppo di amici: esperto scialpinista, voleva salire su Cima Grava con le pelli sotto gli sci. Il distacco della slavina è avvenuto intorno alle 11 del giorno di Pasqua: una enorme massa di neve su un fronte di duecento metri.

È stato un cacciatore che assisteva da lontano all’incidente ad allertare immediatamente i soccorsi. Sul posto erano intervenute le squadre del Soccorso Alpino CNSAS di Vipiteno, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e il Bergrettungsdienst Sterzing, mentre l’area era controllata dall’alto da due elicotteri dell’aiuto Alpin Dolomites e da un elisoccorso.

Il ritrovamento

Il ritrovamento del 36enne bloccato sotto la neve è avvenuto grazie ad Arva, uno strumento di localizzazione che il giovane aveva con sé. Oltre venti i soccorritori a terra che si sono occupati delle operazioni di scavo anche con l’ausilio di una unità cinofila.

Le sue condizioni di salute erano apparse subito molto critiche: Zilio era in stato di forte ipotermia, pare sia stato colpito anche da un arresto cardiaco: a questo si erano aggiunte anche le gravi lesioni conseguenti al fatto di essere stato trascinato dalla massa nevosa. Trasportato all’ospedale di Bolzano, dove era stato raggiunto dai familiari, era stato ricoverato in coma nel reparto di terapia intensiva.

Alte temperature

La slavina pare sia stata causata dalle temperature elevate che hanno caratterizzato il weekend di Pasqua. Zilio, nato a Bassano, aveva vissuto a lungo a Borso del Grappa per poi tornare nella città natale: a Borso abita la sua famiglia, il papà Henry Zilio, noto architetto, e la mamma Francesca Busa, attuale assessore comunale al Sociale a Bassano e già dipendente dell’Uls 7 Pedemontana. Oltre ai genitori e alla compagna lascia una sorella.

La notizia

La notizia della sua disavventura ovviamente era subito arrivata nel Comune della Pedemontana, dove tutti attendevano con trepidazione una buona notizia: è quanto si auspicava anche la sindaca Fiorella Ravagnolo.

Purtroppo le condizioni di Cesare Zilio erano già decisamente compromesse già al momento del suo ritrovamento sotto la neve. Solo un miracolo avrebbe potuto tenerlo in vita, un miracolo che purtroppo non è avvenuto. 

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