L'ultimo sfregio alle private
Nel più assordante silenzio, continua la subdola discriminazione verso le scuole non statali ad opera della sinistra governativa. Dopo il taglio di 53 milioni di euro sulle risorse destinate al sistema delle scuole paritarie praticato dalla Finanziaria 2007 e il non rifinanziamento del contributo di 30 milioni di euro a favore dei genitori delle scuole paritarie, il governo, con la circolare 7234 del 5 luglio scorso pone, per la prima volta, a carico degli istituti non statali i compensi dovuti ai membri interni delle commissioni d'esame. Qualora vi sia la tentazione da parte di qualcuno di additare alle ristrette risorse finanziarie del comparto scuola la causa di questa vergognosa discriminazione, ricordo che ultimamente il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ha lucidamente sostenuto che «i veri problemi sono legati alla qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, e non quelli della carenza di risorse finanziarie, che non esiste, visto che la spesa per studente studenteè in Italia più elevata che nella media dei Paesi Europei».
In una stagione in cui Stella ha descritto con dovizia di particolari i costi della politica nel libro «La casta» appare ancor più insopportabile l'affondo verso le già precarie situazioni in cui versano le scuole paritarie. Ad aggravare ulteriormente la situazione economica delle scuole paritarie concorre, inoltre, la mancata erogazione delle risorse per il 2007 per le quali non si sa quando lo saranno e nemmeno si sa a quanto ammontano per i diversi ordini di scuola. A me sembra che il milione o quasi di studenti che frequentano le scuole paritarie non interessino a nessuno. Mi sembra che per loro non valgano i diritti all'istruzione ed alla formazione in condizioni di libera e realmente pari possibilità di scelta educativa. Tengo a precisare che la parità scolastica non è la richiesta di un privilegio ma il riconoscimento di un diritto umano, previsto e garantito dalla nostra Costituzione. Poiché la famiglia ha il diritto di scegliere liberamente l'educazione dei propri figli e, conseguentemente, di scegliere la scuola più conforme ai propri orientamenti e di maggior fiducia, lo Stato deve garantire le condizioni oggettive, giuridiche, economiche e strumentali, perché questo diritto si possa effettivamente esercitare.
*(consigliere provinciale di Forza Italia)
Argomenti:scuola
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