La domenica nella spiaggia senza mare
Un fenomeno figlio delle ristrettezze economiche: asciugamani stesi e borse termiche anche al Ponte de Fero e ai giardini di via Toniolo. Anziani, famiglie, immigrati: tutti a prendere il sole a Villa Margherita
Spendere soldi in benzina, ombrellone, sdraio? Infilarsi nel serpentone dei “giornalieri” da spiaggia o da montagna? Perchè, quando in città ci sono le spiagge più a portata di mano? Certo, manca il mare, ma in tempi in cui i giapponesi realizzano lidi (con onde) e piste da sci all'interno di mega-palasport, vai a formalizzarti? Stiamo un po' scherzando, ma solo un po'. In queste domeniche assolate, infatti, si assiste in città a un fenomeno figlio dei nostri tempo. Tempi in cui lo spreco è bandito, ma il riposo viene comunque “santificato”. Ai giardini di Villa Margherita, lungo il Sile a ridosso del centro, trevigiani e immigrati s'inventano le loro spiagge. Con tanto di asciugamano da stendere (in mezzo a un prato) e borse cariche di bibite e panini. Alcuni ci trascorrono la giornata completa, altri allungano il sonno della domenica mattina, pranzano in casa (risparmiando) e investono nella «vacanzina in città» tutto il restante pomeriggio.
Ai giardini di villa Margherita non occorre nemmeno evitare le ore più torride: c'è l'ombra degli alberi secolari a fare da mega-ombrellone e ci sono le fontane (con tanto di zampillone puntato verso il cielo) a rinfrescare. L'abbeverata fugace è poi delegata alle fontanelle. E fuori dal portone c'è pure il camioncino che vende i gelati che fammo impazzire i bimbi. Mancano le docce? Ma arrivare a casa è un attimo.
Chi sono i gitanti del parco? Siamo andati a vedere: ci sono trevigiani e trevigiane doc (non indigenti) con in mano un libro, il ricamo, un blocco di fogli per disegnare, ci intere famigliole con borsoni e ciabatte... da spiaggia, ci sono anziani che si raggruppano nelle zone più ombreggiate. E ci sono interi gruppi di famigliole immigrate, chiassose, con vivacissimi bambini che, non distinguendo una vera piscina da una vasca “proibita”, s'infilano completamente nelle acque della fontana grande a ridosso di viale Vittorio Veneto.
Non è nemmeno il caso di ironizzare se diciamo che, guardandoli, abbiamo provato invidia. Le signore, i mariti, i giovani, togliendosi pantaloni e maglia, restano in costume e scelgono se prendere sole pieno (prato) o smorzato (nelle zone di luce tra le ombre degli alberi). Moltissimi gli asciugamani, parecchie le stuoie, encomiabile il senso civico: le bottiglie di acqua e bibite contenute nei borsoni termici non vengono abbandonate nei prati, le carte dei panini e degli snack vengono in genere depositate nei cestini (se ce ne fosse qualcuno in più...). Si consumano, naturalmente, anche amori estivi: fidanzatini, single non più giovanissimi che tentano alla prova d'appello, ma anche singolari accoppiate di stranieri che, pur essendo connazionali, sono venuti a conoscersi in italia dove hanno trovato lavoro. Così il muratore e la colf rumeni, il cameriere e la badante ucraini si tengono per mano e sgranocchiano un sacchetto di mele e pesche-noci, comlice il parco.
C'è poi la spiaggia delle colf e delle badanti, questa sì con vista sull'acqua, anche se è quella dolce del Sile. Sul prato lungo le mura che va da Porta Calvi al ponde de Fero, le posizioni vengono prese fin dal primo mattino: di domenica le famiglie dei datori di lavoro si occupano direttamente degli anziani e allora le badanti e le colf trovano un po' di tempo per sè. Con un tam-tam intessuto da qualche giorno, si sono organizzate su cosa portare: chi porta un dolce, chi le bibite, chi i panini. Cartocci e i sacchetti di nailon vengono aperti e inizia il rito del pic-nic. Stese al sole, le donne (che quasi sempre non sono giovanissime e non vantano corpi da pin-up da esibire) non osano il costume da bagno, ma le canottiere e i pantaloncini sì. Qualcuna sta con la testa all'ombra di un albero, qualche altra sfida il solleone cittadino. La suddivisione, naturalmente, è per nazionalità: ucraine e moldave sono la stragrande maggioranza, il loro chiacchiericcio è fitto e raramente con i toni dell'allegria. A casa hanno lasciato la famiglia e i connazionali maschi che talvolta si aggiungono ai gruppetti non sono quasi mai parenti.
Se al ponte de Fero non si osa il costume, ai giardinetti di via Toniolo ieri c'era un'intero gruppo, maschi e femmine, in pinocchietti (i maschi) e due pezzi (le donne). Una svolta che agli abitanti del centro è naturalmente sfuggita: poca, pochissima la gente in circolazione, e solo per andare a fare la “spesuccia domenicale” al Pam.
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