Crolla il solaio durante il sopralluogo nell’ex caserma Pepe: quattro operai gravemente feriti

Incidente all’ex Caserma Pepe del Lido durante un sopralluogo per il futuro campus di Università Ca' Foscari: quattro operai sono precipitati per cinque metri dopo il cedimento del solaio. Ricoverati tra Venezia, Mestre e Treviso, sono in prognosi riservata. Indagini affidate allo Spisal, area sotto sequestro

Isabel Barbiero
I soccorritori sul luogo dell'incidente all'ex casema al Lido
I soccorritori sul luogo dell'incidente all'ex casema al Lido

Sono ore di angoscia per le famiglie dei quattro operai italiani, tutti cinquantenni, rimasti gravemente feriti ieri, 16 aprile, all’Ex Caserma Pepe del Lido. Sono ricoverati in terapia intensiva con traumi cranici e agli arti inferiori negli ospedali di Venezia, Mestre e Treviso (il Ca’ Foncello ha preso in cura il più grave, con traumi seri): al momento sono tutti in prognosi riservata, anche se il quadro clinico sembra scongiurare il rischio vita.

L’Incidente

Gli addetti ai lavori erano impegnati in un sopralluogo al primo piano dell’ex sede dei lagunari di San Nicolò, edificio abbandonato e degradato da oltre venticinque anni, destinato a diventare il nuovo campus di Ca’ Foscari, quando, intorno alle 11, il solaio ha ceduto all’improvviso sotto i loro piedi.

Un volo di cinque metri all’interno del porticato in mattoni rossi, che dà sul cortile interno e lasciato incolto da decenni. Con loro c’erano altri cinque colleghi tra operai, tecnici, ingegneri e progettisti, che hanno immediatamente dato l’allarme al 118.

I soccorsi

Due elicotteri del Suem sono atterrati alla vicina pista dell’aeroporto Nicelli. Il ferito più grave è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, mentre un secondo è stato portato in codice rosso all’Angelo di Mestre.

Un terzo è stato accompagnato in idroambulanza fino a Piazzale Roma e poi via terra all’Angelo, in condizioni di media gravità; il quarto, con un trauma cranico ma meno critico, è stato ricoverato al Civile di Venezia.

Sul posto anche pattuglie della polizia di stato, vigili urbani, carabinieri e squadre dei vigili del fuoco, con il supporto dell’autopompa lagunare dalla sede di Dorsoduro. Le indagini sono state affidate allo Spisal per accertare le cause del crollo, mentre l’area interessata dal cedimento è stata posta sotto sequestro.

Le reazioni

Per la Cgil un episodio che si sarebbe potuto concludere con un esito ben peggiore: «Resta da capire come sia possibile un incidente simile, nell’ambito di un intervento chiave di Venezia Città Campus» dice il segretario Daniele Giordano.

La Cisl chiede che «i protocolli siano applicati con rigore, senza interpretazioni, anche parziali, o deroghe». La sicurezza, dice Dario De Rossi della segreteria sindacale, resta una priorità assoluta. La Uil parla di «ennesimo campanello d’allarme mentre Venezia si prepara ad ospitare la manifestazione nazionale del primo maggio»

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