Green line degli autobus?Meglio la metro di superficie
Ho letto sulla Tribuna di sabato l'esperienza di trasporto pubblico a Bogotà raccontata da Roberto Borin e devo dire che la sua idea di valorizzare l'utilizzo del mezzo pubblico attraverso la realizzazione di corsie preferenziali e precedenze è sicuramente condivisibile. Nel nostro territorio, ove possibile, è in parte stato fatto ovviamente utilizzando i sedimi esistenti. Sono però concorde nel dire che il trasporto pubblico più che potenziato va razionalizzato.
Non so quali siano state le difficoltà che il sindaco di Bogotà ha incontrato nella realizzazione del suo progetto, ma ho ben presente quello che dovremmo fare noi per realizzare una complanare tra la ferrovia e la statale 13 da Conegliano a Treviso. Ammesso che si riesca a superare il primo scoglio dato dai costi (a spanne superano di gran lunga i 100 milioni di euro) ci troveremmo di fronte a una serie di vincoli particolarmente pesanti oltre alla facile speculazione politica tipica e immancabile di fronte a qualsiasi opera pubblica grande o piccola che sia.
Ma al di là delle difficoltà sopraddette il vero problema è di tipo culturale e cioè legato alla pratica dell'uso del mezzo pubblico. In questi ultimi anni, è incontestabile, la qualità e il comfort dei mezzi pubblici è notevolmente aumentata (i mezzi de La Marca hanno un'età media bassissima) e anche sul servizio sono stati fatti dei passi in avanti. Tra le altre criticità rimane però da sciogliere il nodo delle tariffe e dell'unicità dei documenti di viaggio oltre che della forte integrazione gomma rotaia anche per il trasporto delle persone.
Nella fattispecie sulla stessa tratta che Borin cita esiste un servizio autobus ogni mezz'ora e un servizio ad analoga cadenza per non parlare dei servizi urbani che la tratta incrocia a Conegliano, Treviso e potremmo estendere il ragionamento fino a Vittorio Veneto.
Dicevo che è un problema culturale e di mentalità perché, per esempio, nel suo piccolo Conegliano nel 1999 ha avviato un processo innovativo per l'introduzione del Tuu (Trasporto urbano unificato) finalizzato a far interagire il trasporto urbano ed extraurbano evitando sovrapposizioni di orario e uniformando il biglietto. Ciò ha consentito all'amministrazione comunale di recuperare chilometri per l'urbano tali da consentire l'estensione del servizio al cuore della zona industriale. E qui si è avuta la delusione più grande. Ad oggi non risulta che ci sia utenza destinata alle fabbriche pur essendo il servizio comodo e compatibile con gli orari degli opifici.
Tornando al rilievo di Borin mi sento di dire che la proposta va sicuramente approfondita sia nella direzione da lui esemplificata ma anche considerando che il tratto in questione presenta una rete ferroviaria che in questo momento non è in sintonia con le esigenze della mobilità locale. É quindi, al di là di altri progetti, decisamente ormai non più rinviabile l'attivazione della metropolitana di superficie Treviso-Conegliano con estensione a Vittorio Veneto.
(*vicepresidente Provincia e assessore viabilità)
Argomenti:trasporti
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