Gli Usa tagliano fuori la magistratura italiana

Sarà un'indagine top secret quella sull'elicottero americano precipitato sul greto del Piave, l'incidente che ha provocato la morte di sei giovani militari americani, mentre altri cinque sono rimasti feriti. Gli Usa, avvalendosi dei trattati Nato, hanno chiesto alla Procura di Treviso di fermare le indagini.
Gli Stati Uniti vogliono escludere la magistratura italiana dall’inchiesta sull’elicottero «Black Hawk» precipitato giovedì mattina sul greto del Piave a Santa Lucia.

L’ha confermato il sostituto procuratore, Giovanni Francesco Cicero, citando il Trattato di Londra stipulato nel 1951 tra i Paesi membri della Nato. E sulla richiesta americana si è accesa la polemica politica.

Per il vicepresidente della Commissione Difesa alla Camera, Elettra Deiana, «la richiesta avanzata dagli Stati Uniti è assurda». Gli americani in sostanza chiedono, come sempre accade in incidenti che coinvolgano loro connazionali, di essere loro stessi e non i magistrati italiani a far luce sul disastro, costato la vita a sei militari provenienti dalla base di Aviano. Cicero ha aggiunto che, fino ad oggi, le indagini rimangono però affidate alla magistratura trevigiana. Ieri mattina gli uffici della Procura di Treviso hanno nominato un perito che sarà affiancato da un consulente americano.

Entrambi i tecnici sono già al lavoro sul luogo in cui si è verificato l’incidente, dove è stata nel frattempo montata una tenda accanto al relitto. Cicero ha anche annunciato che darà il nulla osta al trasporto delle salme dagli ospedali di Treviso e Padova ed alla loro sepoltura. Sui corpi dei militari deceduti non sarà svolta alcuna indagine autoptica, risultando già sufficientemente chiare le cause del decesso. I militari dell’Arma stanno individuando ed interrogando anche alcuni testimoni che avrebbero assistito direttamente all’evento, passando in auto sul ponte dell’autostrada A27, altri passeggiando nelle vicinanze del greto del Piave.

Uno di questi ultimi avrebbe detto di aver avvertito un rumore apparentemente anomalo del motore dell’elicottero; elemento che però potrebbe non essere significativo ai fini della comprensione di eventuali malfunzionamenti delle parti meccaniche. Ma è sulla richiesta americana che si è accesa la polemica politica.

Marco Boato, deputato dei Verdi e membro della commissione Affari Costituzionali, ha preannunciato un’interpellanza al presidente del Consiglio ed ai ministri di Esteri, Giustizia e Difesa, per chiedere «se il governo non ritenga di resistere a questa richiesta, chiedendo agli Usa di rinunciare alla rivendicazione della giurisdizione».

Secondo la senatrice Simonetta Rubinato il Trattato di Londra «deve essere rivisto». Ma è di Elettra Deiana il commento più duro: «Quanto richiesto dal governo americano è incredibile e conferma i nostri timori che negli accordi relativi alla presenza delle basi americane nel nostro Paese ci siano elementi di violazione della sovranità nazionale».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso