L’addio al barman assassinato tra le urla di dolore della mamma: «Perché non hai chiesto aiuto?»
A Zelarino la funzione di addio con rito romeno ortodosso a Sergiu Tarna, straziante il pianto della madre sorretta da familiari e amici: «Dovevo portarti al matrimonio, invece figlio mio quanta paura hai avuto»

Solo le urla di dolore della mamma di Sergiu Tarna, Anastasia Burghelea, giovedì mattina, 15 gennaio, hanno squarciato la forza dei canti e delle litanie in romeno dei dieci sacerdoti ortodossi che a Mestre hanno celebrato la funzione di addio al giovane barman, assassinato in un campo tra le campagne di Mira e Malcontenta, lasciato morire al freddo tra la terra e il fango.
«Il mio Sergiu, cosa ti hanno fatto, Sergiu, perché non hai parlato, perché non hai chiesto aiuto?»: la mamma, spezzata da giorni e giorni di sofferenza, è rimasta in ginocchio, sorretta dai fratelli più piccoli del bartender e dalle amiche.
Per tutta la funzione non ha mai staccato lo sguardo e le mani dal feretro del figlio, posto in mezzo alla chiesa di Santa Lucia.

«Guarda i tuoi amici, i tuoi colleghi, i compagni di scuola, tutti qui. Dovevo portarti al matrimonio, amore di mamma, quanta paura hai avuto». Parole interrotte dal pianto e dalla disperazione. Singhiozzi rimasti a metà. Tutto attorno candele accese e panni bianchi: «Ma io vivrò per te, te lo prometto Sergiu».
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