Cambio ai vertici di Fdi, Speranzon: «Al lavoro per referendum ed elezioni a Venezia»

Il nuovo coordinatore veneto di FdI Raffaele Speranzon: «Riorganizzare il partito dopo De Carlo? Ci sono altre priorità. A breve il nome del nostro candidato in Laguna, ma non c’è tutta questa fretta»

Mitia Chiarin
Luca De Carlo e Raffaele Speranzon
Luca De Carlo e Raffaele Speranzon

Il veneziano Raffaele Speranzon diventa il coordinatore veneto di FdI, al posto di Luca De Carlo. La guida del partito della Meloni passa al senatore, vicecapogruppo del partito a Palazzo Madama, ma, soprattutto, amico personale della premier. Il suo numero due sarà, invece, il deputato vicentino Silvio Giovine, vicino alla europarlamentare Elena Donazzan. E c’è poco tempo per festeggiare. Ringraziare, quello sì, riproponendo via social una foto, abbracciati, a Cortina con la Giorgia “nazionale” e De Carlo.

Speranzon, congratulazioni. È soddisfatto del nuovo incarico?

«Grazie, fa piacere. Ma c’è tantissimo da fare. Tra un mese si vota per il referendum e abbiamo tantissimo da fare, a partire, nel mio caso, dal confronto con il partito veneto».

È un incarico a tempo?

«Assolutamente no. La nomina è ufficiale e definitiva, non certo a tempo».

Pensa di riorganizzare FdI nel Veneto?

«In questo momento, no. C’è da organizzare il lavoro per i prossimi impegni che sono decisivi. Devo prendere contatti con i parlamentari veneti, i consiglieri regionali, i presidenti di provincia, i consiglieri comunali. Dobbiamo assolutamente arrivare pronti al referendum del 22 e 23 marzo. Non c’è tempo di pensare ad altro, dobbiamo procedere pancia a terra e dobbiamo essere impegnati tutti».

E poi ci sono le prossime elezioni a Venezia...

«Si voterà fra tre mesi a Venezia e pure in altri Comuni del Veneto e sono elezioni importanti perché sono le ultime campagne elettorali prima delle Politiche del 2027. E quindi dobbiamo aprire a quanti hanno voglia di mettersi a disposizione per il radicamento del nostro partito nel territorio e occorre impegnarsi su questo. Dobbiamo essere pronti, operativi, e organizzarci in fretta».

Della gestione del suo predecessore De Carlo intende salvare qualcosa?

«Non ci sto pensando in questo momento. Perché dobbiamo rimboccarci le maniche per affrontare la sfida del prossimo referendum e poi delle comunali. Organizzeremo incontri, ospiteremo i rappresentanti dal governo con attività di alto livello».

Meloni cosa le ha detto?

«Mi ha augurato “buon lavoro”. Del resto, onestamente, non c’è niente da festeggiare e non c’è gioia da esprimere. È una gran bella responsabilità. Il coordinatore deve raffrontarsi con un territorio, il Veneto, decisamente ampio e differenziato. Ci sono 582 Comuni, 7 province che vanno dalla montagna fino al mare. Il Veneto è pieno di sensibilità differenti, che si esprimono anche nel mondo dell’impresa e del lavoro. Insomma, questo incarico è estremamente impegnativo. Ed è una gran bella sfida».

Tornando alle prossime comunali a Venezia, quando il centrodestra deciderà sul candidato sindaco? Raschillà (coordinatore FdI a Venezia, ndr) ha detto che non si può attendere Luca Zaia all’infinito.

«Vedrete che la vicenda del candidato sindaco a Venezia si chiuderà rapidamente e non saranno, certo, 24 ore in più o in meno, a fare la differenza. L’attesa posso capire che crei difficoltà al mondo mediatico ma non credo che ci sia tutta questa fretta. A sinistra ci sono già due candidati (Andrea Martella e Giovanni Andrea Martini, ndr) ma c’è ancora tempo. E vedrete che alla fine, per il voto a Venezia ci ritroveremo con cinque o sei candidati. Si vota fra tre mesi. Le liste dei partiti vanno depositate entro fine aprile. Aspettare ancora un attimo non è mica un problema, ma di certo non aspetteremo troppo». 

 

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