Estorsore a 17 anni per le scarpe griffate

La minaccia attraverso un messaggio sms. Alla consegna dei soldi è intervenuta la polizia. I due minorenni appartengono alla Treviso bene. Ricatta l'amico: «Dammi 500 euro o ti massacro». Arrestato dalla Mobile
«Mi devo comprare il telefonino e le scarpe alla moda. Portami 500 euro, oppure di massacro di botte». Un sms terrificante, soprattuto se scambiato da due adolescenti. Alla consegna dei soldi interviene la polizia, che arresta in flagranza l'estorsore, un minorenne trevigiano. Una vicenda complessa, che riporta alla luce le pieghe più terribili della Treviso Bene: i due 17enni protagonisti della vicenda, infatti, farebbero parte di famiglie rispettabilissime, la vittima addirittura di genitori conosciuti.

I due si conoscono negli ambienti scolastici, poi uno - l'estorsore - smette di studiare per cominciare l'attività lavorativa, l'altro continua il percorso d'istruzione, frequentando un istituto superiore cittadino. Frequentano comunque le compagnie della piazza, capita anche che si trovino in centro, fianco a fianco per l'aperitivo. Non sono amiconi, su questo non c'è dubbio: qualche settimana fa litigano, pur senza venire alle mani. Ma volano insulti, forse minacce.


E giorni fa, infatti, arriva l'apice della tensione accumulata tra i due. Prima delle telefonate, poi un sms terrificante: «Portami 500 euro in una busta chiusa, altrimenti ti massacro di botte». Ha voglia di cambiare il telefonino, e gli serve pure il denaro per procurarsi delle nuove scarpe alla moda. Altrimenti rischia di non rimanere al passo con le ultime tendenze. L'sms è la prova provata dell'estorsione, che paralizza il 17enne trevigiano. Trova comunque il coraggio di parlarne ai genitori. Immediata la telefonata alle forze dell'ordine, che hanno messo a punto un piano con il trevigiano: fissando un appuntamento in pieno centro storico per la consegna del denaro. Erano le 17 del pomeriggio di venerdì: al momento dello scambio della busta contenente i 500 euro pattuiti, in una via del centro, sono arrivati gli uomini della squadra Mobile di Treviso. L'adolescente trevigiano è stato arrestato in flagranza di reato.


Il ragazzino, che lavora come operaio in provincia, si trova ora in una comunità di recupero, simile ai servizi sociali, dopo la convalida del tribunale dei minori. Il giudice Ventura gli ha anche rivolto una frase materna: «Non era meglio tenersi il telefono vecchio?». Il giovane, difeso dall'avvocato Alessandra Nava, si è pentito subito dall'accaduto, e si è reso conto della gravità dell'episodio. Ora vuole tornare a studiare. Rischia però moltissimo: è infatti accusato di estorsione ai danni di minore, un reato che, a livello sociologico, diventa singolare a causa dei futili motivi che l'hanno ispirato: il desiderio di un telefonino nuovo e delle scarpe alla moda. Un ricatto terribile, che verrà giudicato dal tribunale dei minori.

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