Esplosione in palazzina a Negrar: un morto e tre feriti

Lo scoppio che ha fatto collassare la palazzina sarebbe stato causato da una fuga di gas  La vittima è Bruno Savoia, 68 anni,

 

La palazzina crollata a Negrar
La palazzina crollata a Negrar

 

Tragedia nel pomeriggio di oggi, 24 febbraio a Negrar, nella zona della Valpolicella veronese, dove un'esplosione ha causato il crollo di una palazzina di tre piani, dove viveva una famiglia di quattro persone.

Una di esse, un uomo di 68 anni, Bruno Savoia, è morto sotto le macerie, mentre i suoi famigliari, altri due uomini e una donna, sono stati estratti vivi.

Lo scoppio si è verificato intorno alle ore 17.45 in via Sattarine, nella frazione di Prun. L'edificio investito dall'esplosione è sviluppato su tre piani più una zona mansardata. La deflagrazione ha investito il primo piano, forse innescata da una fuga di gas che ha saturato l'ambiente, e ha fatto crollare l'intera struttura che è collassata. Non è ancora possibile accertare se a causare la fuga sia stata una bombola difettosa o una tubatura rotta.

Nella palazzina risultava risiedere una famiglia di quattro persone. I vigili del fuoco sono intervenuti tra le macerie con il personale Usar (Urban Search And Rescue) specializzato nel soccorso in macerie, esplosioni, crolli.

 

Negrar, i vigili del fuoco intervengono nella palazzina crollata

Sul posto squadre operative del comando di Verona con due autopompe, un'autoscala e carro fari coordinati dal funzionario di guardia, e le unità cinofile. Sul posto si sono recati anche Carabinieri, Polizia locale e Suem 118.

Tre persone sono state estratte vive dopo circa un'ora dalle macerie. I feriti - la donna e i due uomini - sono apparsi in condizioni non gravi, e sono stati trasportati d'urgenza all'ospedale Policlinico di Borgo Trento, a Verona, per le cure del caso.

Le ricerche sono proseguite alla ricerca della quarta persona. Intorno alle  19 Savoia è stato individuato dai cani da ricerca ed è stato tirato fuori dai detriti della casa.

Ma per lui non c'era più nulla da fare: il medico del Suem non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

 

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