Diga del Vanoi, il Consorzio Brenta cambia rotta: Cerantola frena il progetto

Facen del comitato: «L’elezione di Cerantola restituisce prestigio all’ente». Sul tavolo resta il tema della discarica di Ronco: «La battaglia prosegue»

Francesco Dal Mas
Diga del Vanoi, il Consorzio Brenta cambia rotta: Cerantola frena il progetto
Diga del Vanoi, il Consorzio Brenta cambia rotta: Cerantola frena il progetto

Le popolazioni del Vanoi, bellunesi e trentine, tirano un sospiro di sollievo. Martino Cerantola, eletto l’altra sera presidente del Consorzio Brenta, conferma che «la diga non è sicuramente nel nostro programma». Già ieri, infatti, il nuovo vertice ha cominciato a discutere dell’alternativa, cioè della ricarica delle falde e dei piccoli invasi di pianura. Ne prende atto con soddisfazione Michele Facen, coordinatore del Comitato Popolare Feltrino. «L’elezione di Cerantola restituisce prestigio e rispettabilità al Consorzio dopo un anno e mezzo di ostruzionismo da parte dell’ex presidenza, promotrice di un progetto anacronistico, pericoloso ed estremamente esoso per le casse dello Stato. Cerantola ha già dato segnali di sensibilità verso i nostri territori e si è mostrato aperto alle alternative promosse da Giustino Mezzalira, che si è battuto strenuamente contro l’ipotesi-diga».

«Come Comitato – aggiunge Facen – crediamo di avere avuto un ruolo importante e decisivo nel sensibilizzare le nostre genti sulle alternative alla diga e nel fare da megafono alle oltre cento associazioni trentine e venete che hanno visto una grave minaccia nella diga».

Facen ricorda poi che dalla montagna «siamo riusciti a creare un ponte con la pianura, ponte che resta intatto e saldo nell’osteggiare la famigerata discarica di Ronco dove si continuano a conferire terre da Trento Nord, con la presenza di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici, creando una nuova minaccia per le acque di tutta la pianura Veneta».

«Il Comitato», dice ancora, «continua a sensibilizzare e a informare la politica provinciale e regionale su quanto sta avvenendo e non ci fermeremo finché non vedremo messo in sicurezza il fiume Vanoi, affluente di Cismon e quindi del Brenta. Siamo certi che il neo presidente del Consorzio si attiverà con noi per salvaguardare il vero oro delle nostre terre: l’acqua».

Il risultato delle votazioni dell’altra sera a Cittadella ha premiato l’alleanza tra le due liste delle organizzazioni agricole e la lista GM3A che ha ottenuto una larga maggioranza (15 voti su 27), permettendo l’elezione di Martino Cerantola (Coldiretti) a presidente, di Marco Corradin (CIA) a vice presidente e di Giustino Mezzalira (GM3A) e Luciano Baldisseri (Coldiretti) come membri del consiglio di amministrazione in aggiunta al presidente, al suo vice e al membro nominato dalla Regione del Veneto (Lorenzo Olivetto).

Si conclude così una tormentata vicenda che, a causa di gravi imperfezioni del regolamento che fissa il funzionamento dell’assemblea, ha ritardato di quasi un anno e mezzo l’insediamento dei nuovi organi del Consorzio Brenta, nel frattempo retto dal Luigi De Lucchi, nominato Commissario straordinario dalla Giunta regionale della Regione del Veneto.

«Queste imperfezioni sono state usate in modo strumentale da una parte dei consiglieri eletti che ha sistematicamente disertato le riunioni dell’assemblea con l’intento di contrastare l’innovativa alleanza tra mondo agricolo e la nostra lista – dichiara Mezzalira –. Per la prima volta nella storia dei consorzi di bonifica del Veneto entra nel CdA di un consorzio un rappresentante di una lista “civica” che rappresenta tutti i consorziati e che ha un chiaro programma al centro del quale sono poste questioni di vitale importanza per il territorio e per i suoi abitanti, in primis la riduzione del rischio idraulico, la ricarica degli acquiferi, la gestione ambientale dei corsi d’acqua».

Il presidente neoeletto, Cerantola, anche il giorno successivo alla votazione, si palesa come sensibilmente emozionato per il risultato messo a segno. «La vittoria del mondo agricolo è importante per il territorio e per il nostro settore. Si tratta di un risultato, infatti, che ci permetterà di governare forti del sostegno dei contribuenti che ci hanno votato. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche, ne siamo consapevoli in quanto chi ci ha preceduto ha lasciato irrisolte molte questioni che dovranno essere affrontate con ponderatezza. Lavoreremo, anche in questa occasione, portando avanti i valori che appartengono al nostro mondo, facendo squadra e ponendoci obiettivi ambiziosi e lungimiranti». —

 

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