De' Longhi, tre mesi dopo:tanti dubbi, poche certezze
Disastro De Longhi tre mesi dopo: i dubbi da chiarire e poche (negative) certezze. 18 aprile, 18 luglio: a tre mesi dal disastroso incendio alla De Longhi di Fiera, siamo di fronte a molti dubbi e ad alcune certezze che ci rassicurano ancora meno delle domande rimaste finora senza risposta. I dubbi riguardano in primo luogo le cause e le eventuali responsabilità dell'incendio: la magistratura sta indagando e dovrà dare risposta a queste domande. Altri dubbi preoccupanti per i residenti nella zona dell'incendio sono quelli relativi al permanere di quella discarica a cielo aperto di materiali più o meno tossici che è oggi l'area occupata fino al 18 aprile dallo stabilimento. Come e quando verranno smaltite le sostanze? Con quali modalità e garanzie per i cittadini? Nessuno ha dato risposte finora a queste elementari domande che, ovviamente, non vanno poste alla magistratura, ma all'amministrazione comunale e provinciale, responsabili dello smaltimento senza pericoli per le persone e l'ambiente di quella vera e propria montagna di rifiuti. Ma dubbi continuano ad esserci anche sulla pericolosità delle sostanze che sono state rilasciate nell'atmosfera durante l'incendio, sostanze poi precipitate sul terreno.
Gli ultimi dati resi noti dall'Arpav sul suo sito risalgono agli inizi di giugno, da allora nessuna notizia sui risultati dei rilevamenti che (eventualmente) l'agenzia stia facendo. Dall'amministrazione comunale non arriva nessuna notizia su questo fronte, sulla salubrità dell'acqua e dell'aria: rispetto a diossina, polveri sottili, amianto sono arrivate in questi tre mesi dagli amministratori comunali e provinciali solo rassicurazioni a tutti i costi, a cui i trevisani però faticano a credere. Quella della sicurezza ambientale, in realtà, dovrebbe essere una delle maggiori preoccupazioni delle amministrazioni locali, visto che le analisi epidemiologiche dimostrano ogni giorno di più come numerose patologie siano legate all'ambiente in cui viviamo, all'aria che respiriamo, all'acqua ed al cibo che ingeriamo. La gestione del post-incendio De Longhi diventa, quindi, un banco di prova su un fronte molto più ampio, quello della capacità degli amministratori cittadini e provinciali di confrontarsi con una emergenza ambientale che chiede interventi concreti per liberare la città dallo smog, per garantirci la salubrità delle acque.
Ma in questi tre mesi non abbiamo ricevuto risposte neppure su un'altra questione che potrebbe riproporsi, quella delle emergenze: non c'è stata, infatti, alcuna informazione su piani e luoghi di evacuazione per la popolazione cittadina in caso di necessità di abbandono delle abitazioni. E, anche qui, le risposte dovrebbe darle l'amministrazione comunale. Come dovrebbe essere l'amministrazione comunale a dare risposte sul fronte della rilocalizzazione delle attività industriali lontano dalle zone densamente abitate. L'incendio alla De Longhi ha coinvolto un'azienda non classificata tra quelle a maggior rischio: in quante altre zone della città esistono stabilimenti che possono scatenare incendi di dimensioni anche minori, ma pur sempre pericolose? Che cosa intende fare l'amministrazione comunale per favorire l'allontanamento di questo tipo di attività industriali dalle zone residenziali?
Da ultimo, l'amministrazione comunale dovrebbe dare risposte, o almeno proposte concrete su un futuro dell'area ex-De Longhi che non sia a servizio della speculazione edilizia: posto che l'area non sarà più destinata ad uso industriale, è possibile che essa venga utilizzata a servizio dei cittadini che hanno subito i danni personali ed all'ambiente, la paura e tutte le altre conseguenze dell'incendio che potrebbero rivelarsi in futuro.Neppure su questo sono venute risposte chiare dalla Giunta, anzi la ricementificazione dell'area è tutt'altro che esclusa. La gestione dell'incendio De Longhi rappresenta così il paradigma delle inadeguatezze dell'amministrazione comunale non solo sulla gestione delle emergenze, ma anche sulle garanzie per la salute dei cittadini, sulla tutela dell'ambiente e sulle scelte urbanistiche.
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