Cold case di Roncade, l'indagato "blindato" dai familiari

A San Cipriano la famiglia Gorghetto è molto nota. Davanti all’abitazione di famiglia si è appostata un’auto dei carabinieri

Andrea Dossi
Gorghetto punta cronisti appena rientrato in casa. Foto Colussi
Gorghetto punta cronisti appena rientrato in casa. Foto Colussi

In paese non si parla d'altro. Da quando la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Paolo Gorghetto per l’omicidio di Sandra Casagrande Vio è diventata di dominio pubblico, a Roncade e nelle frazioni vicine è scattato l'inevitabile tam tam dei ricordi e delle indiscrezioni.

Trentacinque anni dopo il tragico delitto della pasticciera della "Due Torri", i riflettori della Procura si sono accesi su un uomo di 58 anni la cui storia familiare e personale è profondamente radicata in questo lembo di territorio trevigiano. Il giorno dopo l'annuncio dell'indagine, venerdì 22 maggio, l'abitazione dell'uomo è rimasta letteralmente blindata: i figli e i familiari hanno fatto scudo, e un'auto dei carabinieri si è appostata davanti a casa. Lui, Gorghetto, non si è visto.
Una famiglia numerosa segnata dal dolore.

La figlia di Paolo Gorghetto, indagato per l'omicidio di Sandra Casagrande
La figlia di Paolo Gorghetto, indagato per l'omicidio di Sandra Casagrande

Gorghetto appartiene a una famiglia storicamente molto nota e numerosa di San Cipriano, frazione di Roncade. I genitori, Vittorio e Pia, entrambi scomparsi, avevano cresciuto ben sette figli. Una cerchia familiare numerosa, la loro, ma già segnata in passato dal dramma: uno dei fratelli di Paolo era infatti deceduto anni fa in un terribile incidente stradale.

Tra i dettagli che emergono in queste ore dalle memorie dei residenti, anche il fatto che l’odierno indagato ha un fratello gemello, mentre un altro elemento caratteristico della famiglia era l'arrivo dell'ultimo figlio, giunto a chiudere la folta schiera dei fratelli.

Il trasferimento a Cendon e le ombre del passato recente

Sebbene originario di San Cipriano, Gorghetto aveva lasciato la casa paterna da circa un ventennio. La sua nuova vita si era radicata a Cendon, frazione di Silea, in un complesso di edilizia popolare nella zona comunemente denominata "Vaticano". Lì l'uomo – sposato in passato e padre di tre figli – ha vissuto gli ultimi anni, non senza vistose difficoltà. Chi abita nella zona della "casona" a Cendon descrive un contesto non privo di fragilità economiche e personali. Sullo sfondo rimangono anche i vecchi guai giudiziari e personali.
 

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