Ciak, in centro città si gira «Settanta»
Non si tratta di un remake di Signore & Signori, servono quattrocento comparse doc, prime riprese ieri mattina da De Polo e da Barioli. Storia di due amici, nessun attore professionista, il sindaco fa gli auguri
Non sarà proprio un remake nè un seguito di «Signore & Signori». Sarà una storia sugli affetti e sui rapporti di coppia e d'amicizia, non una serie di episodi pieni di gustosa (e a volte tragica) provincia come quelle proposta da Pietro Germi. Il film «70», di cui ieri sono state girate le prime scene a Treviso, non avrà nemmeno un attore professionista e, ufficialmente, sarà ambientato più a Murano e Burano che a Treviso, anche se Mario Curreri, il regista alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa, ha fissato 22 «locations» nel capoluogo della Marca trevigiana.
Curreri non è il Signor Nessuno del cinema. Il suo «Gli eroi di Podrute», ispirato all'abbattimento del velivolo «bianco» di aiuti abbattuto da un mig serbo sul cielo di Bosnia il 7 gennaio del 1992, presentato al Festival di Venezia, è stato molto apprezzato. Dunque non resta che incrociare le dita e scoprire (la prima proiezione, secondo il regista-produttore, è prevista per dicembre) magari che la nuova ricetta, per intenderci quella di «Ovosodo» spinta all'estremo, è il segreto del rilancio del cinema italiano. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa cui ha partecipato anche il sindaco Gobbo (uno dei protagonisti Igor Barbazza è suo nipote, «ma non per questo ci abbiamo messo un euro - dice - Treviso ha contribuito solo con la sua bellezza), se l'è augurato anche Currei, che ha detto di considerare partner privilegiati gli enti locali, ma ha anche incoraggiato eventuali coproduttori-sponsor a farsi pure avanti.
Le prime scene sono state girate, ieri mattina, prima nell'oreficeria De Polo, poi in profumeria Barioli. Nessun attore professionista, dicevamo: la storia s'impernia sulle vicende affettive, matrimoniali e d'amicizia di due avvocati, Carlos e Miguel, interpretati da Igor Barbazza, che ha un passato nel mondo della moda e delle passerelle, e Sandro Bogo, che invece viene dal mondo della musica ed è uno dei tre inventori del tormentone «po-popo-poppopo», colonna sonora della vittoria al mondiale di calcio. La parte del «padre» (Claudio), invece, è affidata a Fabio Fioravanzi, giornalista televisivo trevigiano. Nel film, tra i protagonisti, anche due bimbe, Giorgia e Alice, trevigianissime anch'esse e ieri molto “sciolte” e vivaci alla faccia delle Bellucci di turno.
Per il resto, una valanga di attori “per caso”, pescati dalla città (nei negozi, ma anche con un reclutamento che prevede 400 comparse e per il quale il regista rilancia l'appello a chiunque fosse interessato) e nei negozi, che faranno da contorno a «una storia che - per dirla con le parole del regista e produttore Curreri - farà ridere e piangere». Dopo aver detto che la storia «è solo ispirata a Signore & Signori, Curreri suggerisce che si tratta di «una storia vera trevigiana», i cui protagonisti restano nel mistero.
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