Chioggia, il treno del mare parte dal 30 maggio
Prima il collegamento con Rovigo, poi dal 4 luglio il Minuetto partirà da Verona. L’assessore Griguolo: «Meno auto in ingresso significa migliorare la vivibilità»

Il Treno del mare entrerà in servizio già il 30 maggio, limitato al collegamento con Rovigo, e dal 4 luglio nella tratta fino a Verona.
Tenendo conto delle abitudini dei pendolari, Trenitalia, Regione e Comune, hanno deciso di anticipare l’avvio del servizio di collegamento alle spiagge già dalla fine di maggio con il Minuetto che partirà da Rovigo il sabato alle 9.25 e la domenica alle 8.45, fino al 12 settembre.
Dal 4 luglio il Minuetto partirà da Verona il sabato alle 7.38 e la domenica alle 7.09. Il rientro da Chioggia alle 18.20.
A disposizione 117 posti a sedere e l’imbarco di 37 biciclette per chi poi, una volta arrivati a Chioggia, si sposterà verso i lidi con le due ruote.
I pendolari del mare potranno salire anche a Isola della Scala, Cerea, Legnago, Badia Polesine, e ovviamente Rovigo, Adria, Rosolina. Per loro il vantaggio di un viaggio senza stress, senza smog, senza code e con tempi certi di arrivo.
In un momento di caro gasolio anche il fattore prezzo potrebbe fare la differenza: la tratta più lunga, da Verona Porta Nuova a Chioggia, costerà 14,30 euro, da Isola della Scala 12,70, da Cerea 10,55, da Legnago 9,80, da Badia Polesine 8,50, da Rovigo 6,60, da Adria 5,00 e da Rosolina 3,10.
Il nuovo Chioggia Line, che eredita di fatto la storia del Treno del mare che dal 1998 al 2014 aveva portato migliaia di pendolari dal veronese alle spiagge di Rosolina e Sottomarina, è tornato in servizio la scorsa estate, in pieno luglio, ottenendo da subito un certo riscontro. Quest’anno con l’anticipo dell’attivazione si conta di raggiungere numeri ancora più alti.
«Questo servizio è una risposta a un’esigenza reale», spiega l’assessore al Turismo, Riccardo Griguolo, «che riguarda non solo chi sceglie il mare, ma anche chi vive la città ogni giorno e deve fare i conti con una pressione sempre più intensa sulle strade. Ridurre il numero di auto in ingresso significa migliorare la vivibilità complessiva e gestire in modo più ordinato i flussi turistici e anche l’utilizzo dei parcheggi». —
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