Centrosinistra rinunciatario,c'è da mettersi a piangere

Giunti a nove o dieci mesi dalle elezioni amministrative di Treviso e nella situazione presente (che non ha prodotto candidature di centrosinistra che non sia quella del volonteroso, ma senza prospettive Giampaolo Sbarra), è chiaro che l'attuale opposizione presente in Consiglio comunale - che bisognerebbe forse cercare a «Chi l'ha visto?» - ha già deciso che le prossime elezioni sono perse. Dato e non concesso che possa trattarsi di sano realismo, perché allora non dare ai propri elettori almeno la possibilità di indicare il loro candidato preferito, negando la possibilità delle primarie per la sua designazione? Di che si ha paura, forse di sbandierare il poco consenso che certi personaggi hanno sulla piazza?


E' una domanda che non posso tacere e che vorrebbe una risposta chiara e motivata, ma che dubito l'avrà, stante il fatto che le segreterie della sinistra più o meno coalizzata o del nuovo Partito democratico non sono capaci di indicare un candidato e stanno aspettando solo di rifilare il cerino acceso a qualche loro sprovveduto Carneade un momento prima che possa scottare le dita a chi lo regge fino all'ultimo momento per passarlo a chi vuole lui. Ci fossero almeno sul tavolo proposte sui grandi temi della città e del suo hinterland a dare una parvenza di voglia di occuparsi di cose serie, ma tace tutto quello che non passa attraverso il decisionismo della Fondazione Cassamarca e l'impuntatura di qualche esponente della maggioranza nel gioco dei dispetti reciproci che conosciamo da tempo.


Dall'altra parte niente, neppure l'apertura di un dibattito sui problemi reali di Treviso e dintorni, dal nuovo proliferare di costruzioni e dalla destinazione di quelli che si abbandoneranno alla ricaduta sui comuni di cintura di questa ennesima scelta del capoluogo; dai collegamenti fra i servizi al pubblico dispersi a pioggia sul territorio al traffico cittadino, a quello passante, a quello metropolitano e via dicendo - alla faccia della trasparenza, del coinvolgimento e della semplificazione della politica che il nuovo partito dovrebbe esemplarmente esibire - come si dice, si scrive, esemplarmente non si fa.


Ci caleranno ancora dall'alto della loro sapienza di fini politici un elenco precotto dal quale non potremo scegliere nessuno e nulla, se non chiedere all'altro schieramento quel tanto di attenzione per i delusi che possa permettere loro di votare un candidato accettabile... della loro sponda.

Ho fatto un sogno... e mi sono messo a piangere.

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