Centrodestra primo in Veneto ma smarrisce 400 mila voti rispetto alle Politiche
L’analisi dei flussi elettorali nella nostra regione secondo l’elaborazione di Youtrend. Anche come nel 2006 al referendum costituzionale sulla riforma promossa dai governi Berlusconi II e III, in Veneto aveva vinto il Sì mentre a livello nazionale il No

Quattrocentomila voti persi dal centrodestra, qualcosina di meno, circa 300 mila, guadagnati dal centrosinistra. Questa l’analisi dei flussi elettorali stilata da Youtrend a scrutinio appena concluso, per quanto riguarda il Veneto.
Il raffronto più significativo è quello in numeri assoluti fra la Camera 2022 e il referendum 2026. Nel primo caso, le liste che in questa consultazione hanno sostenuto il Sì avevano raccolto un milione e 700 mila voti, ieri sono scese a un milione 300 mila voti. Per contro, le liste del No quattro anni fa avevano assommato 610 mila voti e ieri sono salite a quota 900 mila.

Insomma, il Sì ha vinto nettamente, con uno scarto di 350 mila voti però potrebbe interrogarsi su questo piccolo ma non insignificante segnale di flessione rispetto alle ultime Politiche. Sembra dunque che, anche fra gli elettori che si riconoscono nei partiti di governo, una quota abbia votato No in base a un criterio di merito sulla riforma della giustizia, non condividendola. Oppure, ipotesi da non escludere, si sia sentito deluso dall’operato del governo, magari rispetto ad altri temi (la politica estera, la politica economica).
Quasi inalterato, invece, il dato del referendum rispetto alle Europee del 2024.
Youtrend parte dalla netta affermazione del Sì con una percentuale del 58,22 per cento e un distacco di di 350 mila voti. “Un risultato che conferma una chiara prevalenza dell’elettorato favorevole alla riforma nella regione. Anche l’affluenza è stata più alta rispetto alla media nazionale e la forbice rispetto al resto d’Italia si è addirittura allargata nella seconda giornata. Padova la provincia con la maggiore partecipazione (quasi il 66 per cento). Viceversa, la provincia di Belluno si è fermata al di sotto del 60 per cento (59,13%).
Nei soli capoluoghi di provincia, spicca davvero il dato altissimo di Padova città, che ha sfiorato il 70 per cento (69,11%).
In Veneto, del resto, l’affluenza ai referendum costituzionali è sempre stata superiore alla media nazionale. Al referendum istituzionale del 1946 con cui gli italiani scelsero tra repubblica e monarchia l’affluenza in Veneto fu pari all’89,1 per cento.
Poi Youtrend sottolinea un precedente molto interessante: come nel 2006, al referendum costituzionale sulla riforma promossa dai governi Berlusconi II e III, in Veneto ha prevalso il Sì mentre a livello nazionale ha vinto il No.
A livello nazionale, nei cinque referendum costituzionali fin qui svoltisi, il No ha prevalso tre volte su cinque. Oltre a quest’ultima tornata, sono state bocciate dal corpo elettorale le riforme promosse nel 2006 dal governo Berlusconi e nel 2016 dal governo Renzi mentre sono state approvate nelle altre due occasioni le riforme promosse nel 2001 dal governo D’Alema (riforma del Titolo V) e nel 2020 dal governo Conte per la riduzione del numero dei parlamentari.
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