Caldo soffocante, emergenza ozono
Temperature fra i 32 e i 35 gradi, ma preoccupano i livelli registrati dalle centraline Arpav. Sei ora di morsa sulla Marca. I rischi per la salute. Record in città: quota 240, allarme rosso. Castelfranco e Conegliano a 210
A quota 240 microgrammi di ozono per metro cubo d'aria, secondo le leggi europee, scatta l'allarme rosso. Misure drastiche per mobilità e traffico, per tutelare la salute degli abitanti, non solo di anziani, persone sofferenti, bambini e donne incinte. Ieri a Treviso, alle 13, è stata toccata quota 240, record storico. Giornata tremenda: alla morsa del caldo, tornato a livelli altissimi (fra i 32 e i 35 gradi in provincia), si è accompagnato l'assedio dell'ozono. Al primato del capoluogo ha fatto da contraltare il brutto pomeriggio di Conegliano e Castelfranco, dove i valori dell'ozono hanno oscillato fra i 200 e i 210 microgrammi per metro cubo d'aria. Solo dopo le 18 i valori sono tornati sulla prima soglia di allerta, quella di 180 microgrammi.
Per il secondo giorno consecutivo la nostra provincia, o meglio l'80% del territorio, ha visto peggiorare in maniera drastica la qualità dell'aria. Si è salvato solo il comprensorio dell'Opitergino-Mottense, dove i valori massimi si sono attestati a quota 160-170 microgrammi, al di sotto del livello di allerta. Treviso e Castelfranco sono al quinto sforamento in poche settimane, Conegliano al terzo. Finito l'incubo delle Pm 10 (e delle ancor più nocive Pm 2,5, le polveri sottilissime che non superano i 2,5 micron di diametro) che ci ha accompaganto dallo scorso autunno fino a un paio di mesi fa, ecco lo spettro tutto estivo dell'ozono: tanto è salutare e necessario negli strati altissimi dell'atmosfera (compone appunto l'ombrello che ci ripara dalla radiazioni solari), l'O² - questa la sigla chimica dell'ozono - tanto è nocivo alle quote basse, nella «camera» al piano terra dove noi respiriamo, perché provoca un controproducente «effetto serra».
In particolare devono prestare attenzione bambini, anziani e donne in gravidanza, ma anche chi in generale soffre di problemi cardiorespiratori e reelative patologie.
Con valori che superano la prima soglia di allarme, gli esperti suggeriscono di non uscire all'aria aperta e di evitare ogni sforzo fisico nelle ore più calde, generalmente fra le 13 e le 17 (ma in questi giorni è bene considerare la fascia 12-18). Precauzioni da adottare anche da parte di chi fa attività fisica, e per chi compie attività particolarmente pesanti. Se non strettamente necessario, è meglio spostare sport e attività nelle prime ore del giorno o verso il tramonto.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso
Leggi anche
Video








