Atalmi: «Parco Sile, a casa i vertici»

I Comunisti accusano: «La buonuscita concordata di 311 mila euro all'ex direttore dimostra come i leghisti sprecano i soldi pubblici». Il caso-Carturan mercoledì in consiglio regionale: «E' la casta padana»
«Il caso Carturan dimostra ancora una volta come i leghisti e i loro cortigiani gestiscono i soldi pubblici. Evidentemente la casta padana, che ingrassa come la vecchia Dc, può permettersi di buttare 311 mila euro: mercoledì in consiglio regionale chiederò le dimissioni dei vertici politici dell'Ente Parco del Sile». Buonuscita d'oro per l'ex direttore del Parco del Sile: il consigliere regionale dei Comunisti italiani Nicola Atalmi si scaglia contro l'ennesimo caso di soldi pubblici sprecati.


Il Parco Sile, dopo una causa di lavoro durata quattro anni, dovrà risarcire con 311 mila euro l'ex direttore dell'ente Giuliano Carturan. Una somma corrispondente a quattro anni di lavoro che però, dal direttore, non sono stati lavorati: dall'inizio della causa, innescata nel 2002 da Carturan per mobbing contro i vertici dell'ente, il dirigente non ha infatti più messo piede in ufficio. La causa ha congelato il licenziamento del dirigente, pur deliberato dai vertici dell'ente «per la chiara rottura dei rapporti fiduciari» nel settembre del 2001. Una causa che si profilava interminabile, risolta però di recente con la transazione tra le controparti, appunto sulla cifra di 311 mila euro, ossia i quattro anni di incarico, e stipendio, non lavorati. «E' la fine di un incubo», ha commentato il presidente dell'Ente Parco del Sile Antonio Confortin, ai tempi della rottura con Carturan vicepresidente (alla guida dell'ente c'era il leghista Fulvio Pettenà).


Un incubo ma anche l'ennesimo caso di spreco di denaro pubblico. E infatti Nicola Atalmi vuole vederci chiaro, e porre il seguente interrogativo, mercoledì prossimo, al consiglio regionale: «E' proprio il caso che la Regione, che tiene in vita l'Ente Parco del Sile, lo finanzi con oltre 500 mila euro l'anno per poi vedere i soldi buttati così? Mi meraviglio di Confortin - incalza Atalmi - E' un sindacalista: avrebbe dovuto sapere come andava a finire, in largo anticipo, una simile causa di lavoro. E quindi si potevano risparmiare soldi. Carturan, persona di tutto rispetto, a suo tempo mi aveva spiegato la faccenda. Ma il problema è un altro: la gestione dei soldi pubblici. Mercoledì parlerò con l'assessore regionale alle Politiche degli Enti Locali e al Personale Flavio Silvestrin. Stiamo votando il piano ambientale del Sile, al quale, tra l'altro, la Regione ha fatto molte obiezioni. Forse è il caso di approfondire la riflessione.


Non c'è solo da chiedersi qual è la responsabilità dei vertici politici dell'ente: forse è necessaria la loro immediata sostituzione, nella speranza che non vadano a fare danni altrove. Confortin e gli altri consiglieri sono in scadenza quest'anno: cogliamo l'occasione». Diego Bottacin, consigliere regionale della Margherita, la pensa però diversamente: «Non entro nella questione specifica, anche se mi pare che, in questi anni, il Parco del Sile sia diventato una cosa importante. Ma sottolineo un fatto: i dirigenti godono di un eccesso di tutele sindacali che non mi piace. Le vorrei per gli operai, non per i dirigenti. E' stata una nomina politica quella di Carturan? Sì. E allora quando, come sostiene l'ente, viene a cadere il rapporto di fiducia con un dirigente, questo dirigente se ne deve andare. Punto. I vertici politici devono avere la libertà di licenziarlo senza rischiare cause infinite».

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