Anna Maria Feder Piazza, ritratto di un'educatrice ribelle
Esce il libro di Mazzocato sulla fondatrice dello scoutismo cattolico trevigiano
Anna Maria era il vento, «sempre in movimento, capace di scompaginare tutto». Francesco invece era la roccia, «la stabilità». E' proprio «Il vento e la roccia» il titolo scelto da Gian Domenico Mazzocato per il suo ultimo libro, un sottile ed attento ritratto di Anna Maria Feder Piazza, educatrice e fondatrice dello scoutismo cattolico femminile nella Marca. Non c'è pagina dove ad Anna Maria non si affianchi il marito Francesco Piazza, pittore e incisore: una coppia, la loro, profondamente antitetica, come il vento e la roccia, e per questo intimamente affiatata. Sullo sfondo, la casa di via dei Biscari a Santa Bona, periferia nord di Treviso, dove Anna Maria accoglieva chiunque bussasse. A 20 anni dalla morte prematura per un male incurabile di colei che Mazzocato definisce «un'educatrice ribelle», l'autore ha ascoltato i racconti di chi l'ha conosciuta, ma soprattutto ha passato in rassegna l'enorme mole di scritti - oltre a 5 carnet de route, articoli, lettere private, appunti, bozze di diario - che Anna Maria ha prodotto nei suoi 53 anni di vita. Nata a Pesaro nel 1933, Anna Maria Feder Piazza arriva nella Marca che non ha nemmeno 15 anni e fonda il primo riparto Agi di Treviso, dando così il via allo scoutismo cattolico femminile in città. A 17 anni è la più giovane capo riparto d'Italia.
Particolarmente intensa è la corrispondenza tra Anna Maria e Francesco durante i campi estivi. Le lettere sono per i due motivo di riflessione e strumento di verifica della propria vita e della dimensione di coppia. Ma Anna Maria è ricordata soprattutto per la sua capacità maieutica, quella preziosa abilità nel far emergere il meglio di ognuno propria solo dei migliori educatori. Così come ricorda Mazzocato, «Anna Maria era amica, sorella, madre. Aveva costruito una famiglia allargata, poggiante su una fecondità di segno alto, anche se non comprensibile a tutti». Su stimolo di don Ugo de Lucchi, prete scout, nella grande casa di via dei Biscari Anna Maria aveva creato «la stanzetta», uno spazio aperto a chiunque per studiare e divertirsi, confrontarsi e diventare grandi. Sono stati proprio coloro a cui Anna Maria ha aperto le porte che le si sono stretti attorno durante i lunghi mesi della malattia ed oggi ancora diffondono il suo operato attraverso la Fondazione a lei intitolata. Gian Domenico Mazzocato, «Il vento e la roccia - Anna Maria Feder Piazza, un'educatrice «ribelle», Edizioni Paoline, 14,00 euro (in libreria da domani).
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