A Treviso ora serve una sindaca

Un sindaco donna per la città di Treviso, con una maggioranza di assessori donne. Per ricostruire un senso di comunità, di dialogo, di partecipazione alla cosa pubblica. Che abbiano alto il rispetto delle Istituzioni, con grande disponibilità all'ascolto ed al confronto, capaci di far uscire dalla città il meglio: le idee e le risorse.

In grado di individuare gli obiettivi che il capoluogo di provincia deve avere e di condividerli con tutti gli attori interessati: con le forze sociali, gli enti, le associazioni di categoria, il terzo settore, i quartieri, i gruppi spontanei, ma anche con i comuni contermini, le province, la Regione.


Una Amministrazione al femminile che caratterizzi con le specificità di genere contenuti e metodi dell'amministrare. Che eviti l'intemperanza ed il cattivo uso delle parole, l'irresponsabilità della parola usata per intimidire e potenzialmente capace di generare mostri sul piano educativo. Una giunta comunale con tante donne che abbia capacità e volontà di costruire relazioni e comunità, che rigeneri speranza e fiducia nelle Istituzioni, che sappia capire e valutare anche il valore educativo delle immagini comportamentali.

Alcune proposte sul piano delle cose da fare.


I giovani: sono la grande scommessa, una risorsa che rischia di diventare un grande problema. Un Sindaco che ascolta i giovani, che interviene nella scuola, che investe negli educatori. Non è un problema di spazi: scuole, parrocchie, enti, piazze ma ci sono anche le strutture mobili che hanno costi del tutto abbordabili. La necessità sono gli animatori, che abbiano la capacità di coinvolgere non solo i ragazzi ma anche le loro famiglie. Capaci di mettere in rete quello che già c'è, in un progetto complessivo sul piano educativo.

Un sindaco ed una amministrazione capace di fare un quadro d'assieme della città. Di dare dignità a tutti i territori che la compongono. Che non violenta una Comunità e, a titolo di esempio viene in mente Santa Bona. Con che logica rispetto alla viabilità, alle case esistenti, agli spazi è stato deciso di costruire il forno crematorio in quel cimitero anziché in quello di san Lazzaro? (forse perché bisognava fare il nuovo residence a ridosso della rotonda?). Una amministrazione che realizza il parcheggio di Santa Bona a servizio della chiesa, delle opere parrocchiali, della scuola materna, degli impianti sportivi e non che autorizza la costruzione di case a ridosso del muro della canonica, delle scuole e tutto intorno agli impianti sportivi esistenti impedendone il futuro sviluppo.


Scelte programmate, con rispetto del territorio e dell'ambiente; che privilegia la qualità della vita e non i permessi edificatori ovunque e comunque.

Una sindaco, perché no, mamma. Che valorizza tutti i suoi figli, che pratica l'accoglienza unitamente al rispetto delle regole, una città frammentata e divisa è una città che fa crescere le ostilità, che incentiva i corporativismi, i localismi, le chiusure. E non è un problema di immigrati, quello al quale la nuova Amministrazione sarà chiamata è proprio la ricerca dell'unità della Città, del senso di appartenenza, della cittadinanza attiva, dell'attenzione, dello spendersi di tutti per il bene di ciascuno. Per superare le povertà e le solitudini. Se è una realtà l'invecchiamento della popolazione servono politiche sociali per le persone anziane, se sono una realtà le nuove povertà servono necessariamente nuove politiche sociali.

La sensibilità, le capacità organizzative, le motivazioni ideali, il sentire di una donna, di un gruppo di donne, mi sembrerebbero una grande garanzia.

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