Vescovo ucciso in Mozambico, arrestato anche un sacerdote

Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di monsignor Osorio Citora Afonso, il vescovo che aveva svolto per anni attività pastorale nel Trevigiano. In custodia cautelare un sacerdote, una guardia giurata e il giardiniere della diocesi di Quelimane. Gli investigatori non chiariscono movente e responsabilità: il caso resta avvolto nel mistero

Diego Bortolotto
Da sinistra padre Adelino Novais Amado e don Osorio
Da sinistra padre Adelino Novais Amado e don Osorio

Un sacerdote ex cancelliere della diocesi di Quelimane, una guardia giurata e il giardiniere della sede diocesana. Sono tre le persone arrestate e sottoposte oggi, giovedì 11 giugno, a un lungo interrogatorio davanti ai giudici del tribunale della provincia della Zambezia, in Mozambico.

Sono sospettate dell'omicidio di monsignor Osorio Citora Afonso, ma le circostanze del delitto restano ancora tutte da chiarire.

Nel tardo pomeriggio di ieri un portavoce della polizia mozambicana ha letto un comunicato confermando i fermi.

«L'inchiesta di Scenic (Servizio nazionale di investigazione criminale del Mozambico) ha identificato cittadini potenzialmente sospettati ripeto, potenzialmente sospettati», ha dichiarato il portavoce degli investigatori.

«Il corpo della vittima è stato sottoposto ad analisi forensi e sono stati effettuati test balistici. Sono stati effettuati esami e analisi biologiche. Si tratta di una morte violenta con l'uso di un'arma da fuoco. Tre detenuti sono stati oggetto del primo interrogatorio giudiziario, l'arresto è stato legalizzato e sono stati posti in detenzione preventiva».

Ai giornalisti non è stato però consentito porre domande e non sono stati chiariti né le eventuali responsabilità né il possibile movente.

L'uccisione di monsignor Osorio, che per molti anni aveva svolto attività pastorale nel Trevigiano, in particolare nella diocesi di Vittorio Veneto e nella casa missionaria di Milaico a Nervesa della Battaglia, si sta trasformando in un caso avvolto dal mistero.

Non è un romanzo giallo, ma un delitto che ha profondamente scosso non solo la Chiesa mozambicana, ma anche le comunità che lo avevano conosciuto in Italia.

Scenic non ha confermato alcun nome ma, secondo quanto riportato da diversi media locali, il principale indiziato sarebbe padre Adelino Novais Amado, 39 anni. Il prete aveva ricoperto incarichi di rilievo all'interno della diocesi di Quelimane, tra cui quelli di cancelliere e vicario della parrocchia della Santa Famiglia.

È inoltre docente di Etica all'Università Cattolica del Mozambico. Padre Novais sarebbe stato tra i sacerdoti rimossi dai propri incarichi nell'ambito della recente riorganizzazione voluta da monsignor Osorio, avvenuta meno di due settimane prima dell'omicidio, consumato il 6 giugno all'interno della residenza vescovile.

È questo il possibile movente? Per ora gli investigatori non si sbilanciano e le indagini del Servizio nazionale di investigazione criminale proseguono nel massimo riserbo.

Insieme al sacerdote sono stati ascoltati a lungo anche una guardia e il giardiniere della sede diocesana, entrambi arrestati e posti in custodia cautelare. L'emittente Diario de Zambezia ha documentato ieri mattina l'arrivo dei tre indiziati in tribunale e sui media locali sono circolate ricostruzioni sostanzialmente convergenti.

Padre Novais viene descritto come una delle persone più vicine al vescovo assassinato e, fino a poco tempo fa, ricopriva il ruolo di cancelliere della diocesi.

Alcuni organi di informazione hanno diffuso anche le immagini del luogo del delitto. Il vescovo appare riverso a terra, supino, in una pozza di sangue, con la camicia completamente intrisa. L'assassino, la cui identità non è stata ancora accertata con certezza, avrebbe esploso un colpo d'arma da fuoco che lo ha raggiunto al petto.

Nelle ore immediatamente successive all'omicidio si era fatta strada anche l'ipotesi di un attacco riconducibile a gruppi terroristici.

Monsignor Osorio Citora Afonso si era più volte schierato contro l'estremismo, le violenze e le ingiustizie che affliggono il Mozambico.

«Mi sento coinvolto nella storia del mio popolo, la stessa storia di suor Maria», aveva detto a Ramera di Mareno in occasione del primo anniversario dell'assassinio di suor Maria De Coppi.

La religiosa era stata uccisa nel 2022 nella missione di Chipene durante un attacco terroristico. Gli assassini della missionaria originaria di Santa Lucia di Piave non sono mai stati individuati. Anche nel caso dell'omicidio del vescovo le ombre restano molte e i dubbi alimentano il dibattito nell'opinione pubblica mozambicana.

L'organizzazione “Moçambicano de Pensamentos Livres”, in un post pubblicato ieri su Facebook e successivamente rimosso, aveva scritto: «Piano per uccidere il vescovo Osorio è arrivato da Maputo. La verità è che Citora sapeva molto. Conosceva anche le questioni da circoli molto ristretti».

Parole che alimentano interrogativi e sospetti, mentre gli investigatori continuano a lavorare per fare piena luce su un delitto che resta ancora da chiarire.

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