Impazza la truffa della ballerina: cos’è e i consigli dell’esperto su come non restare fregati
Arriva un messaggino che chiede di votare per una presunta ballerina, imparentata con un amico, che deve partecipare a un concorso artistico. In realtà è un modo che i truffatori usano per acquisire i dati dei profili WhatsApp. Adiconsum mette in guardia, ecco come difendersi

Lievitano i casi della “truffa della ballerina”, l’ultima frontiera del raggiro che viaggia su Whatsapp, soprattutto, ma anche su altre piattaforme di messaggistica. Le associazioni dei consumatori sono bersagliate da richieste di aiuto da parte delle vittime.
Come funziona
Al malcapitato arriva un messaggio spesso inviato da un numero sconosciuto o con prefisso estero, dove si chiede di votare una presunta ballerina (talvolta indicata come figlia o conoscente di un amico) che parteciperebbe a un concorso artistico.
Il testo invita a cliccare su un link per esprimere la propria preferenza. In realtà, il collegamento rimanda a un sito fraudolento, che chiede di inserire un codice ricevuto via sms o di fornire dati personali.
Così facendo, la vittima rischia di consegnare ai truffatori l’accesso al proprio account Whatsapp, consentendo loro di sottrarre contatti, inviare ulteriori messaggi truffa a nome della vittima o tentare estorsioni economiche.
Come difendersi
«Attenzione a non cliccare mai su link sospetti ricevuti tramite messaggi», avverte la presidente di Adiconsum Venezia Jacqueline Temporin Gruer, «anche se apparentemente inviati da contatti conosciuti. Non solo: non condividere mai codici di verifica ricevuti via sms, verificare sempre direttamente con la persona interessata l’autenticità del messaggio, tramite chiamata o un altro canale sicuro, l’autenticità del messaggio. E ancora attivare, se non già fatto, la verifica in due passaggi su WhatsApp per aumentare la sicurezza, segnalare il tentativo di truffa alla Polizia Postale e bloccare immediatamente il numero mittente».
Serve aumentare la consapevolezza digitale dei cittadini, perché le truffe online fanno leva sulla buona fede e sull’emotività delle persone. Bastano pochi secondi di disattenzione per compromettere i propri dati personali e quelli dei propri contatti.
«Per chi sospetta di essere vittima di un raggiro», prosegue Temporin Gruer, «l’invito è di interrompere ogni contatto, non rispondere ulteriormente ai messaggi, bloccare il numero su Whatsapp, non inviare altro denaro, codici o documenti».
Adiconsum Venezia invita a contattare subito la banca o l’ente di pagamento, richiedere con urgenza il richiamo del bonifico, segnalare l’operazione fraudolenta alla banca o all’emittente della carta e, in caso di criptovalute, informare immediatamente la piattaforma utilizzata. Per la “gift card”, contattare l’azienda emittente per tentare il blocco dei codici.
«Serve mettere subito in sicurezza i propri account – suggerisce la presidente di Adiconsum Venezia – iniziando a cambiare tutte le password, dall’e-mail ai social network passando per l’home banking. Poi attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) e monitorare eventuali usi illeciti dei propri documenti personali. Denunciare l’accaduto è fondamentale, recandosi alla polizia postale oppure dai carabinieri o polizia di Stato; l’importante è fare uno screenshot delle conversazioni, avere il numero di telefono usato dal truffatore, mostrare le prove dei pagamenti effettuati, eventuali Iban o wallet coinvolti. La denuncia è uno strumento essenziale per contrastare il fenomeno e prevenire ulteriori vittime».
Attenzione, infine, alle false promesse di recupero. Infatti esiste anche la cosiddetta “seconda truffa”: presunte agenzie o sedicenti esperti che promettono il recupero delle somme sottratte, richiedendo ulteriori pagamenti. «Nella maggior parte dei casi», concludono da Adiconsum, «si tratta di un ulteriore raggiro».
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