Scontri a Trieste, Dipiazza: «Se lanciano bombe carta nella mia città gli sparo in testa». Il Pd chiede le dimissioni
Le dichiarazioni della dem Serracchiani: «A Trieste c'è un sindaco che istiga a 'sparare in testa' e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro». Le fa eco anche Patuanelli del M5s: «Gravità inaudita»

«La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia e se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa». Sono le dichiarazioni che il sindaco, Roberto Dipiazza, ha rilasciato al nostro quotidiano dopo i recenti scontri a Trieste in cui sono rimasti feriti tre poliziotti.
La richiesta di dimissioni
Le opposizioni non ci stanno, la deputata dem Debora Serracchiani risponde: «A Trieste c'è un sindaco che istiga a 'sparare in testa' e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro. E' gravissimo che un'istituzione evochi l'esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza. Un sindaco quando dice 'io' dà l'esempio ai suoi cittadini, e non vorremmo mai che qualcuno gli desse ascolto. A ridosso di scontri di piazza le autorità devono essere ferme ma non incoscienti e non devono parlare con disprezzo della vita, forse pensando di essere un piccolo Trump». «Dipiazza ritiri pubblicamente le parole sciagurate che ha dato alla stampa, lo facciano le destre che lo sostengono, altrimenti sarà chiaro che c'è una volontà premeditata di far salire alle stelle la tensione».
«Le violenze di venerdì vanno condannate senza riserve, ma chi ricopre la più alta carica cittadina ha il dovere di contribuire a riportare calma e fiducia, non di alzare ulteriormente i toni». Così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Giovanni Barbo e la segretaria dem di Trieste Maria Luisa Paglia intervengono sulle «gravissime dichiarazioni» del sindaco Dipiazza.
Sul punto anche i M5s con Patuanelli
Putuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle commenta: «Le parole del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che arriva a dichiarare 'gli sparo in testa', sono di una gravità inaudita. La violenza va sempre condannata, senza ambiguità, e agli agenti feriti negli scontri va tutta la nostra solidarietà. Ma un rappresentante delle istituzioni non può rispondere alla violenza evocandone altra, addirittura letale. Tanto più in un clima di tensione seguito alla tragica morte di due giovani nel Porto Vecchio. Servono responsabilità, umanità e rispetto delle istituzioni. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di abbassare i toni, non di alimentare ulteriormente l'odio". Lo scrive in una nota Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle».
Scontri a Gorizia, Rojc: «Surreali le contrapposizioni ideologiche degli anni '70, grazie alle forze dell'ordine»
«Con i problemi che ci assillano oggi appare quasi surreale il richiamo a contrapposizioni ideologiche degne degli anni '70». È il commento della senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc dopo i tafferugli avvenuti a Gorizia tra esponenti di CasaPound e partecipanti alla manifestazione organizzata dal Collettivo Giovani Antifa. La parlamentare ha espresso gratitudine alle forze dell'ordine, intervenute per contenere le tensioni e rimaste coinvolte negli scontri, riportando alcune contusioni. Rojc ha inoltre denunciato la presenza di gruppi organizzati che coltivano nostalgie ed esibiscono simboli inquietanti, ribadendo che ogni confronto deve svolgersi pacificamente e nel rispetto delle regole democratiche. La senatrice ha quindi invitato istituzioni e forze politiche a mantenere toni moderati, condividendo il richiamo del sindaco Rodolfo Ziberna all'esperienza di Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, indicata come esempio di dialogo, convivenza e collaborazione tra comunità.
Magi: «Dipiazza usa metodi Maga»
«Tajani dirá pure di non essere Maga, ma il metodo usato da alcuni esponenti di Forza Italia è proprio quello: è il caso del primo cittadino di Trieste Dipiazza che oggi è arrivato a minacciare di sparare in testa ai manifestanti che ai cortei esplodono bombe carta. Dipiazza non è nuovo a questi atteggiamenti da bullo che corrispondono a una totale incapacità di governare la città: la situazione del Porto Vecchio è ormai insostenibile e la morte di due migranti a causa di un incendio a inizio novembre dimostra il fallimento del sindaco, che prova ad amministrare a colpi di slogan mentre la situazione è ormai fuori controllo. Nei prossimi giorni farò visita al Porto Vecchio per verificare di persona lo stato di degrado che Dipiazza è riuscito a creare. Dipiazza metta via la pistola e si dimetta. E Tajani prenda le distanze dal suo sindaco, che di moderato non ha proprio nulla». Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso










