Si fa crescere i capelli per tre anni e li dona ai malati di cancro: il gesto d'amore di un bimbo per la mamma
Un piccolo di San Vito taglia la sua lunga treccia per la onlus "Un angelo per capello". La madre, oggi guarita dopo la chemio: «La parrucca non cura il tumore, ma ti aiuta a riconoscerti e a sentirti ancora te stessa»

Capelli lasciati crescere per tre anni e una scelta maturata poco alla volta, fino a trasformarsi in un dono per chi sta affrontando una delle prove più difficili della vita. Un bambino di San Vito ha deciso di donare i propri lunghi capelli per la realizzazione di una parrucca destinata a una donna malata di cancro. Un’iniziativa nata dopo aver vissuto da vicino la malattia della madre e aver compreso quanto la perdita dei capelli possa incidere non solo sull’aspetto fisico, ma anche sull’equilibrio emotivo di chi affronta le cure.
La famiglia si è rivolta all’associazione La Fenice Aps di San Vito che, attraverso la presidente Chiarastella Celant, l’ha accompagnata fino alla donazione, individuando la onlus Un angelo per capello, che realizza e dona gratuitamente parrucche in capelli naturali ai pazienti oncologici. Un aiuto importante, considerando che una parrucca di questo tipo può superare gli 800 euro di valore e sono necessari almeno 25 centimetri di treccia.
Il taglio è stato eseguito gratuitamente da Angelica e Luca di Revolution parrucchieri di lestans. «Mi sento contento perché con poco posso aiutare una persona che magari si sente in difficoltà», ha raccontato il bambino.
La madre, oggi guarita, ricorda che la perdita dei capelli è stata uno degli aspetti più difficili della malattia. «Molti pensano che sia un dettaglio. In realtà ci si guarda allo specchio e si fatica a riconoscersi. Cambi fuori, ma cambi anche dentro.
Una parrucca non cura il tumore, però aiuta a sentirsi ancora se stessi». Fondamentale il sostegno della famiglia: «mi nascondevo anche dai miei figli e mio marito per la vergogna, mio marito mi lavava i capelli e raccoglieva con discrezione le ciocche che cadevano, per risparmiarmi anche quel dolore».
Domenica ha festeggiato i 50 anni. Dodici mesi fa, negli stessi giorni, affrontava la prima chemioterapia. «Per me è una rinascita. È vero che dopo esperienze così si imparano ad apprezzare le piccole cose; come una corsa in bicicletta con il vento tra i capelli. Oggi sento un’energia nuova, la voglia di recuperare il tempo perduto».Per i volontari della Fenice storie come questa ricordano quanto un piccolo gesto possa restituire dignità e serenità a chi sta vivendo un momento così duro.
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