Omofobia e remigrazione, Fedriga demolisce Vannacci: «Prende in giro i cittadini, provocazioni insopportabili»
Il governatore del Fvg, a margine della conferenza stampa alla Corte dei Conti, sferra un doppio attacco al generale: «Niente sconti a chi calpesta la dignità di un quattordicenne per raccogliere voti»

Roberto Vannacci è indigesto per il governatore Massimiliano Fedriga. Lo ha detto a chiare lettere a margine del giudizio di parifica del rendiconto 2025 della Regione da parte della sezione regionale della Corte dei Conti: «Prende in giro i cittadini» e usa «continue provocazioni che sono ingiustificabili». E dunque è tombale: per stare in maggioranza «si condivide un programma ma anche un'idea di civiltà che dobbiamo consegnare ai cittadini».
Due gli attacchi sferrati al generale da parte del governatore: uno sull'effettiva fattibilità delle misure che propone e un altro sul linguaggio che usa. Sulla remigrazione, in particolare, ha osservato che non è fattibile. «Quando sento dire che qualcuno in un giorno fa remigrazione di tutti io penso che si stia ancora una volta prendendo in giro i cittadini. È una roba che ormai reputo insopportabile. Arriva sempre qualcuno - che casualmente non ha mai governato e non ha mai dovuto dimostrare niente - che dice: io risolverò tutti i problemi legati alla sicurezza».
«Ci siamo cascati tante volte come paese, il mio appello, uno voti chi vuole, ma non caschiamoci di nuovo, perché altrimenti rischiamo di continuare sempre questo cerchio che dopo ci riporta al punto di partenza con la delusione, degli elettori, ma la non risposta al paese. Bisogna ragionare sulle complessità», ha affermato il governatore.
Poi sul linguaggio di Vannacci ha aggiunto: si tratta di «provocazioni continue: inneggia alla decima Mas, scrive in un libro che da ragazzino perdeva l'equilibrio per toccare la pelle di una persona di colore, dice che l'omosessuale è una persona non normale». Si tratta di qualcosa di «profondamente sbagliato e non giustificabile perché non si può provocare su tutto».
E prosegue ancora: «Ho sempre difeso la famiglia tradizionale, ma possiamo tenere in conto la dignità di un ragazzino o di una ragazzina che magari a 14 anni sente dire da un uomo pubblico, importante in televisione: "Tu non sei normale". Vuol dire colpire quella persona nel singolo, vuol dire che per guadagnare qualche voto si mette in discussione la dignità della persona. La giustificazione che sono maggioranza e non minoranza... Si possono dire cose del genere?», si domanda.
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