Delitto di Padova, l’amico Samuele indagato per omicidio. Il movente legato al progetto del food truck
Samuele Donadello si è costituito in questura. È indagato per l’uccisione di Marco Cossi dopo che martedì ha risposto per oltre dieci ore alle domande degli investigatori. Il movente sarebbe da ricondurre a questioni di affari societari

Si è costituito nella giornata di martedì 21 aprile in Questura, accompagnato dal proprio difensore di fiducia, l’uomo indagato a piede libero per l’omicidio volontario di Marco Cossi, il 48enne ucciso nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile a Padova.
Si tratta di Samuele Donadello, classe 1979 residente a Treponti di Teolo, detto Masterchef, attualmente indagato in stato di libertà. La sua presentazione spontanea agli inquirenti ha fatto venir meno, almeno per ora, i presupposti per un fermo: non sarebbero stati ravvisati il pericolo di fuga, il rischio di reiterazione del reato o quello di inquinamento delle prove.
Non è escluso, tuttavia, che la Procura possa chiedere nei prossimi giorni una misura restrittiva, alla luce della gravità del fatto contestato, anche se al momento l’accusa non è aggravata. Resta ancora da chiarire il movente che avrebbe portato all’aggressione. Tra le ipotesi che si fanno strada c’è quello di problemi legati agli affari societari. Donadello e Cossi, infatti, aveva concordato con Cossi l'avvio di un "food truck". Martedì l’uomo è stato sottoposto a un interrogatorio durato oltre dieci ore.
Nel frattempo emergono dettagli sempre più drammatici sull’omicidio. Cossi, originario di Latisana e residente a Tencarola, è stato colpito con oltre quindici coltellate, inferte con violenza estrema al volto, al collo, al torace, all’addome e ai fianchi.
Secondo i primi riscontri medico-legali, le ferite iniziali sarebbero state sferrate al collo. L’aggressore avrebbe poi continuato a colpire con crescente brutalità, in un’escalation che gli investigatori definiscono un caso di “overkilling”, una dinamica che spesso rimanda a un rapporto diretto tra vittima e aggressore.
L’uomo, alto e di corporatura robusta, avrebbe tentato di difendersi: le numerose lesioni alle mani e alle braccia confermano un disperato tentativo di opporsi all’assalto. Nonostante questo, non è riuscito a sottrarsi alla furia dell’aggressore.
L’allarme è scattato pochi minuti prima della mezzanotte in via Isonzo, non lontano dal Bike Stop, dove proprio quella sera era in corso una festa. A notare Cossi, ancora vivo e intento a chiedere aiuto nonostante le gravi ferite, è stata una coppia di giovani in scooter. I due si sono fermati e hanno immediatamente chiamato il 113.
Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza quanto accaduto e chiarire il contesto in cui è maturato il delitto.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso










