Giallo di Mira, è di un barman di 25 anni il cadavere trovato nei campi il giorno di San Silvestro

L’identificazione dopo il ritrovamento dei documenti assieme ad altri oggetti che appartenevano alla vittima: Tarna Sergiu, cameriere residente a Chirignago

Tarna Sergiu
Tarna Sergiu

A ucciderlo un colpo alla testa, probabilmente di un oggetto contundente, ma non si esclude l'arma da fuoco. Il corpo privo di vita di Sergiu Tarna, barman di 25 anni, moldavo di origine residente a Chirignago, è stato ritrovato tra i campi ghiacciati con una grossa ferita alla tempia, riverso nel fango, in un lembo di terra per un soffio in comune di Mira, appena al di là del confine segnato dal Naviglio del Brenta, l'ultimo giorno dell'anno.

Il dramma avvolto nella nebbia della gronda lagunare, si è consumato sullo sfondo le fabbriche dell'area industriale di Porto Marghera.

A rinvenire il corpo, è stato un passante intento a scattare foto alla natura. L'uomo ha composto il numero di emergenza e sul posto si sono precipitati i carabinieri, il comandante del nucleo operativo Giuseppe Battaglia e il generale dell'Arma Marco Aquilio.

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La pista dell'omicidio

Per gli investigatori, il giovane è stato ucciso a sangue freddo dopo una lite, verosimilmente per questioni legate a debiti di droga. Ora è caccia aperta ai suoi assassini.

Il moldavo, cameriere nei locali del centro Mestre, sembra non avesse la patente di guida, era riverso su un fianco, gli effetti personali nel giubbotto. Sul capo, vicino alla tempia, i segni di un colpo secco che ne ha causato il decesso. Nessun'altra ferita evidente.

La squadra rilievi del nucleo investigativo dei Carabinieri in tuta bianca mercoledì, ha esaminato per ore il cadavere e il luogo del ritrovamento. I militari immersi nel fango fino alle ginocchia assieme al medico legale e al pm di turno, hanno spogliato il corpo del giovane per esaminare la scena del crimine.

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La prima ispezione cadaverica è avvenuta in loco. I vigili del fuoco hanno illuminato l'appezzamento di terra e fango fino a sera tarda, per consentire al nucleo specializzato di rilevare possibili elementi investigativi sia sul corpo del ragazzo, che nel luogo dove è stato trovato. Un indizio utile a illuminare le ultime ore della sua breve vita.

L'arma mancante

L'arma con la quale è stato ucciso non è stata trovata, ed è l'elemento che più degli altri, fa propendere per il delitto. Potrebbe essere stata gettata in una canaletta o in un fossato vicino al cadavere, ma finora-non è saltata fuori. I vigili del fuoco di Mestre hanno bonificato il sito, che è sconfinato, ma le ricerche non hanno dato esito. Nelle prossime ore si continuerà a setacciare ogni metro di terra e di acqua, anche il Naviglio.

Il corpo si trova in obitorio a Mestre, ed è ora a disposizione della magistratura, che ha aperto un fascicolo per omicidio.

A coordinare l'inchiesta il sostituto procuratore Christian Del Turco, che mantiene la bocca cucita. Il conferimento dell'autopsia, è in programma oggi e potrà dare qualche indizio maggiore a risolvere il giallo.

Capire per esempio se il colpo alla tempia è unico, se ci sono altri traumi, e prima di tutto quando è avvenuto l'omicidio. Se si è consumato la notte del 30 dicembre, dopo aver staccato dal lavoro al bar Esquina di via Lazzari, o nelle ore successive.

I militari stanno visionando i filmati delle telecamere della zona, non solo lungo il Vallone, ma anche in centro a Malcontenta, alla ricerca della targa o della macchina utilizzata la sera in cui il giovane è stato ucciso.

Regolamento di conti o lite per droga

Non si esclude nessuna pista. Tra le ipotesi investigative in campo, c'è quella del regolamento di conti per questioni legate alla droga, o una diatriba sfuggita di mano e finita peggio. Il giovane faceva uso di droghe e sembra avesse dei debiti con qualcuno, legati al mondo dello spaccio.

Occorre chiarire se sia stato ucciso proprio là, in mezzo ai campi, o se sia stato scaricato nelle ore successive.

L'autopsia che sarà eseguita a stretto giro sarà determinante per chiarire l'orario del decesso e fornire ulteriori elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita del moldavo e le circostanze del delitto, che potrebbero essere ricercate nell'ambito delle frequentazioni e del lavoro.

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