Le anime di Cison: una passeggiata tra stradine e paesaggi incantevoli

È un continuo dialogo tra storia e identità, tra strette stradine e paesaggi incantevoli, tra l’eleganza dei palazzi nobiliari e il ruvido fascino delle case di sasso.
Cison di Valmarino è un seducente racconto urbano da leggere passo dopo passo nel suo dedalo di viuzze o nella sua luminosa piazza, oppure esplorando le sue ben otto frazioni, tra i 260 e i 700 metri slm, incastonate tra boschi e vigneti in un saliscendi entusiasmante.
Al limite settentrionale della provincia di Treviso, Cison di Valmarino conserva il fascino dell’antico capoluogo politico della contea feudale, dominata dall’imponente castello dei Conti Brandolini d’Adda, famiglia forlivese di capitani di ventura che la Serenissima ripagò per i loro servigi, nel 1436, concedendo la signoria di Valmareno che mantenne fino a fine del 700, per poi continuare a mantenere un regime feudale con i contadini alle loro dipendenze fino all’inizio del Novecento.
Un sistema che, al netto della sua iniquità, ha sicuramente contribuito a mantenere inalterato il borgo medievale ai piedi del castello, negli ultimi decenni trasformato da grandi restauri ma non snaturato, tanto da apparire ben armonizzato con i bei palazzi nobiliari del centro, anch’essi sapientemente restaurati.
Così Piazza Roma, centro nevralgico del borgo (dal 2013 inserito nel club dei "Borghi più belli d'Italia") si susseguono le belle facciate del seicentesco Palazzo Barbi, ispirato alla cultura delle Ville Venete e sede del Comune; la grande ed elegante Villa Marinelli, residenza della nobile famiglia Marcello (oggi hotel di charme); la seicentesca Loggia, già luogo deputato all’esercizio dell’amministrazione civile e penale e poi adibita a teatro, recuperato dalle distruzioni della grande guerra e dalle successive manomissioni, che ospita anche un originale museo della Radio d’Epoca.
E poi la settecentesca chiesa dell’Assunta, gioiello neoclassico con ben due facciate - una rivolta a ponente, proprio dove inizia la salita al castello, e l’altra scenograficamente affacciata sulla piazza e decorata da statue - che custodisce un patrimonio artistico di pregio.
Ma quel che non sfugge a chi arriva a Cison di Valmarino è il colore rosso delle imposte degli storici edifici, così com’è rossa la facciata di molte case.
Il rosso Brandolini
È il “rosso Brandolini”, che riconduce ai colori dello stemma della storica famiglia, un colore che si ritrova frequentemente in molti intonaci di tutto il Quartier del Piave, anticamente ottenuto da coppi frammentati. Come, ad esempio, in quello di uno dei più recenti restauri: l’antico borgo rurale Case Marian che ospitava le famiglie dei mezzadri e che, dopo un lungo abbandono e un articolato restauro, da qualche anno è tornato a splendere.
Altro pregevole esempio di recupero sono le cinquecentesche cantine Brandolini, testimonianza dell’antica economia feudale che ha subito numerose modificazioni nel corso dei secoli, che fino ad una ventina d’anni fa erano in piena decadenza.
Salvate da un gioco di squadra tra i volontari della Pro Loco e le Istituzioni, sono diventate un’importante sede per gli eventi dedicati all’artigianato, attività che fin dal medioevo ha caratterizzato l’economia del borgo con la lavorazione della lana e della seta e con la presenza di mulini, folli, segherie, fucine e fornaci. E che, negli ultimi decenni, è tornato a far parte integrante della cultura, della socialità e dell’economia cisonese, richiamando decine di migliaia di persone.
Per leggere la storia più antica, invece, è consigliabile una visita all’antico castello, oggi hotel e centro congressi CastelBrando, raggiungibile con una funicolare panoramica, dove alcune aree museali ricostruiscono la storia del feudo della Valmareno.
“Artigianato vivo” da conoscere e gustare

Nella prima metà di agosto “Artigianato vivo” richiama ogni anno a Cison di Valmarino quasi 300 mila visitatori: un appuntamento organizzato dalla Pro Loco con il coinvolgimento di centinaia di volontari che trasforma l’antico borgo in un laboratorio artigiano a cielo aperto.
La 43ma edizione, che si chiuderà la sera di Ferragosto, ospita in piazze, strade e cortili circa 190 piccole botteghe di artigiani da tutta Italia che espongono le loro creazioni nei più vari materiali e golosità di ogni tipo.
Come arrivare, cosa vedere

Per visitare Cison di Valmarino si può lasciare l’auto nel parcheggio a valle di CastelBrando o nelle più piccole aree a pochi passi dal centro.
Da Piazza Roma parte una passeggiata lungo il torrente Rujo e le tante storie che costituiscono l’identità del borgo. “La via dell’acqua” è una facile camminata che costeggia il corso d’acqua che nei secoli alimentò tanti mulini, ben segnalato tra cascatelle e ruderi, fino al toccante Bosco delle Penne Mozze, memoriale nella natura dedicato agli Alpini caduti.
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