Caso "cecchini del weekend", vertice all'Aia: i magistrati in cerca di prove sui safari dell'orrore

Il pm milanese incontra la Procura internazionale per acquisire documenti. Coinvolte anche autorità di Belgio, Francia e Bosnia per i crimini a Sarajevo

Inquirenti e investigatori che indagano sul caso dei presunti "cecchini del weekend" a Sarajevo, i quali pagavano per andare a uccidere "civili inermi" nella città assediata dai serbo-bosniaci, tra '92 e '95, hanno avuto oggi un primo incontro coi magistrati della Procura del Meccanismo Residuale per i Tribunali Penali Internazionali, tra cui quello per i crimini nell'ex Jugoslavia.

In particolare, il pm Alessandro Gobbis, che coordina l'inchiesta del Ros dei carabinieri assieme al procuratore Marcello Viola, si è recato all'Aia - dove ha sede l'organismo che ha preso il posto dei tribunali penali internazionali - per incontrare il capo della Procura. Per gli inquirenti milanesi, infatti, è importante in questo momento acquisire della documentazione.

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Giuseppe Vegnaduzzo in tribunale a Milano nei frame tratti dal servizio di Simone Gorla, concessi da Tgr Rai Lombardia

Le riunioni tra magistrati, da quanto si è saputo, andranno avanti anche domani. Tra l'altro, a questi vertici potrebbero partecipare anche altre autorità giudiziarie che si stanno interessando alla vicenda (i "tiratori turistici" arrivavano dall'Italia, ma non solo), tra cui quelle di Belgio e Francia, oltre ovviamente alla Bosnia.

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