Giorno del Ricordo, l’omaggio di Mattarella con la visita a sorpresa alla mostra sull’Esodo
Il presidente della Repubblica in mattinata presente alla cerimonia a Montecitorio: commemorazione a Roma tra riconciliazione e impegno a evitare un nuovo oblio

C’è stata la partecipazione alla cerimonia ufficiale a Montecitorio, ma poi nel pomeriggio la visita a sorpresa alla mostra sugli esuli fiumani, dalmati e istriani al Vittoriano. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha onorato così doppiamente il Giorno del Ricordo e sempre più della ricostruzione di legami con l’area che fu squassata dall’esodo.
Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo l’impegno dell’Italia «nella piena integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea», ma anche il presidente onorario dell’Associazione Dalmati Toni Concina, che pure nell’aula della Camera dei Deputati non ha fatto sconti nel suo intervento.
«I rapporti con chi è rimasto, con i rappresentanti delle comunità italiane in Slovenia e Croazia e con la minoranza slovena in Italia sono cordiali: non arriveremo forse a una memoria condivisa, ma improntata al rispetto sì», ha detto il presidente nazionale di FederEsuli Renzo Codarin prima della visita del capo dello Stato alla mostra al Vittoriano, che accoglie un migliaio di persone al giorno. «A Montecitorio c’erano anche gli ambasciatori di Slovenia e Croazia, i vicesindaci di Pola, Dignano, Rovigno, la vicepresidente della Regione istriana», ha aggiunto Codarin, pure presente alla cerimonia alla Camera dei Deputati.
Altrettanto forte, però, è stato il richiamo a evitare nuove cancellazioni. Se ne è fatta interprete la premier Giorgia Meloni, oltre che il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana. «L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata – ha affermato Meloni –. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera».
In questi ultimi 20 anni, dopo l’istituzione della Giorno del Ricordo nel 2004, sono stati fatti comunque molti passi in avanti, come rilevato dallo storico Gianni Oliva, che ha individuato l’inizio del percorso nel dibattito tenuto nel 1998 all’Università di Trieste fra Gianfranco Fini, allora presidente di An, e l’allora presidente della Camera Luciano Violante.
«È stato il dibattito che ha sdoganato il tema, dal punto di vista politico», ha sottolineato Oliva. Le ferite, per chi le ha subite, comunque restano, come spiegato dal campione olimpico fiumano Abdon Pamich, cui poi nel corso della giornata a Palazzo Chigi il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha consegnato la medaglia del presidente del Consiglio dei ministri.
A Montecitorio protagoniste anche le scuole, quelle vincitrici del primo premio del concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo” promosso dal ministero dell’Istruzione, ma anche quelle che hanno ottenuto una menzione come la media “Graziadio Isaia Ascoli” di Gorizia i cui studenti, attraverso la testimonianza di un’esule polesana, hanno realizzato uno struggente video con immagini d’epoca, fotografie messe a disposizione dalla testimone e disegni ispirati alle vicende che fecero da cornice alla strage di Vergarolla. Una suggestiva ricostruzione tridimensionale dell’Arena di Pola raccoglie inoltre foto e ricordi dell’esule.
La giornata si è conclusa con la visita a sorpresa del presidente della Repubblica alla mostra al complesso del Vittoriano. Mattarella è stato accolto da Codarin, da Davide Rossi, vicepresidente FederEsuli, da Giuseppe de Vergottini presidente onorario FederEsuli e da Edith Gabrielli direttrice dell’Istituto ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia.
La mostra è stata visitata anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme alla ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella.
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