Omicidio di Gemona, Mailyn Castro Monsalvo ricoverata in gravi condizioni in ospedale
La trentenne colombiana, accusata dell'omicidio del compagno Alessandro Venier, è in ospedale. L'avvocata Tosel: «Circostanza drammatica, condizioni molto serie».

Mailyn Castro Monsalvo è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Venezia. La donna colombiana di 31 anni, accusata dell’omicidio del compagno Alessandro Venier insieme alla suocera Lorena Venier, ha avuto un crollo nella notte tra l’1 e il 2 febbraio.
«Non sta affatto bene, non mi ha riconosciuta – ha detto l’avvocato Federica Tosel che, insieme al collega Francesco De Nardo difende la donna –. È tornata nella grave situazione in cui si trovava subito dopo l’arresto».
Mailyn era stata fermata la mattina del 31 luglio, a cinque giorni dal delitto. Non aveva retto al peso del grave fatto di sangue, chiamando i carabinieri e facendo scoprire il corpo fatto a pezzi del compagno. Era stata male in quell’occasione, tanto che era stata portata via in ambulanza.
Nelle ore successive, durante l’udienza di convalida in tribunale, era apparsa svuotata e non presente. Una condizioni in cui, da quanto riferito dall’avvocato, la 31enne sarebbe ricaduta. «In questo momento – ha aggiunto Tosel – chiediamo il più stretto riserbo circa le sue condizioni che purtroppo sono molto serie. L’abbiamo subito raggiunta in ospedale e ora contatteremo la famiglia in Colombia per valutare come fornirle la migliore assistenza possibile».
Una crisi di tipo psicotico, quella di Mailyn, arrivata in un momento molto delicato per la sua vita. Il 31 gennaio la bimba avuta insieme ad Alessandro ha compiuto il primo anno d’età. Una tappa che la piccola ha raggiunto nella casa famiglia in cui è ospitata dallo scorso 31 luglio, ovviamente senza avere contatti con la madre. Una circostanza che ha provato, nella mente e nel fisico, la 31enne. Sempre dal 31 gennaio Mailyn non si trova più nell’Istituto a custodia attenuata per madri di Venezia, essendo stata trasferita nel carcere “normale” della Giudecca. Qui è rimasta per circa due giorni prima del trasporto in ospedale.
«Da parte nostra – ha chiarito Tosel – la priorità è curarla. Appare evidente come il suo stato di salute non sia più compatibile con una detenzione in carcere. Nei prossimi giorni capiremo se chiedere una custodia cautelare in un ambiente psichiatrico o ai domiciliari in una struttura sanitaria», ha chiuso l’avvocato.
Sul fronte investigativo, dopo l’arrivo dei risultati medico-legali e autoptici, si attende la comunicazione di fine indagini da parte del pm titolare dell’inchiesta, Giorgio Milillo. Per ora a raccontare le ore dell’omicidio è stata solamente Lorena. Mailyn non ha mai parlato davanti a pm e gip. Ha ripercorso il delitto consumato nella villetta di via dei Lotti solo con i suoi avvocati, ed è probabile che ormai decida di dare la sua versione dei fatti solo davanti alla Corte d’Assise durante il processo.
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