Quattro denunce, poi il femminicidio di Tania Terrin: il primo fascicolo lo seguì il ministro Nordio

Il primo fascicolo contro Dino Keber fu seguito dall’allora pm Carlo Nordio. Ecco tutte le violenze dell’ex compagno Dino Keber sulle fidanzate e perché le denunce vennero archiviate

Keber, la prima denuncia nel 2002 e l’indagine di Nordio
Keber, la prima denuncia nel 2002 e l’indagine di Nordio

Quattro denunce in 24 anni, tre delle quali ritirate, prima dell’omicidio di Tania Terrin, uccisa a Ferragosto a Camponogara dall’ex compagno Dino Keber.

Il primo episodio risale al 2002, quando una sedicenne denunciò Dino Keber per le violenze subite. Quel fascicolo, come gli altri successivi, venne poi archiviato dopo la remissione della querela. Ad occuparsi di quella prima denuncia non un pm qualunque. All’epoca fu proprio Carlo Nordio, oggi ministro della Giustizia.

A rivelarlo, il quotidiano “La Repubblica”.

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Dopo il femminicidio di Tania Terrin, il ministro Carlo Nordio sta valutando in queste ore l’ipotesi di disporre un’ispezione nella Procura di Venezia per verificare se, nel corso degli anni, ci siano state omissioni o se fosse possibile intervenire prima per fermare Keber.

Tra gli aspetti che potrebbero finire sotto esame c’è anche il primo procedimento a carico dell’uomo, seguito nel 2002 dallo stesso Nordio, all’epoca pm a Venezia. Una circostanza che rende particolarmente delicata, e paradossale, la vicenda, che si sviluppa nell’arco di 24 anni e comprende quattro denunce per violenze ai danni di altrettante compagne.

Tutte le denunce 

La prima vittima denunciò nel 2002, dopo essere finita in ospedale con 25 giorni di prognosi. Nel 2010 arrivò una seconda denuncia, seguita da dieci giorni di prognosi.

Nel 2024 un altro episodio di violenza, un’altra querela e un’altra remissione. Infine, nell’aprile 2026, la denuncia di Tania Terrin, dopo un’aggressione nella quale l’uomo l’avrebbe anche stretta al collo e impedito di uscire di casa.

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Dopo quella denuncia il questore aveva emesso un ammonimento nei confronti di Keber, definendo la situazione un «progressivo e allarmante crescendo di violenza» e parlando di un quadro di «reiterata sopraffazione e violenza».

Quattro mesi dopo, secondo quanto ricostruito, l’uomo ha ucciso Tania e si è tolto la vita.

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