Elicottero italiano dell’Eufor precipita in Bosnia, quattro morti e undici feriti

L’elicottero italiano, un CH 47, è precipitato nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre. L’incidente nella zona di Brčko. Hanno perso la vita due militari e due membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa

Stefano Giantin
L'aereo precipitato
L'aereo precipitato

Quattro morti – due militari e due membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa - e undici feriti, tutti italiani. È il tragico bilancio della tragedia avvenuta giovedì 29 novembre in Bosnia-Erzegovina, in un incidente che ha coinvolto l’equipaggio di un elicottero Ch47 Chinook dell’Esercito italiano, parte del contingente della missione di peacekeeping Eufor Althea.

Il velivolo, per ragioni ancora da chiarire, si è schiantato nel pomeriggio nei pressi di Gorice, nell’area di Brčko, nel nord del Paese, a poca distanza dal confine con la Croazia e a 180 chilometri da Sarajevo. Un video riferito all'incidente, diffuso sui social e ripreso dai media locali, ha mostrato il velivolo ruotare su sé stesso prima di precipitare - una dinamica sulla quale dovranno far luce gli investigatori.

A dare la notizia dell’incidente sono stati per primi i media bosniaci, citando il sindaco di Brčko, Siniša Milić, che ha parlato genericamente di un incidente occorso a un elicottero della missione internazionale. Poi, l’annuncio che si trattava di un velivolo del contingente italiano inquadrato nella missione Eufor Althea. La notizia è stata data dal ministero della Difesa italiano, che ha parlato appunto di un Ch47 «precipitato per cause ancora in corso di accertamento». A far chiarezza è stata infine la stessa missione Eufor che, poco prima delle 21, ha confermato che l’incidente è avvenuto durante «una missione di addestramento di routine».

Nell’incidente, ha precisato Eufor, sono morti «quattro membri del personale a bordo, mentre altri undici hanno sostenuto ferite e sono ora in condizioni stabili». «Non si sono verificati danni a infrastrutture, proprietà o veicoli civili, né risultano civili feriti a causa dello schianto», ha precisato Eufor.

Il Sergente Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo, Laura Procacci hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito.

Infine, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato il bilancio, specificando che gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita. La Difesa ha immediatamente disposto l'invio di un’équipe medica italiana in Bosnia, ha precisato il ministro. «In questo momento di dolore immenso, il mio pensiero va innanzitutto alle famiglie dei nostri caduti, alle quali esprimo il cordoglio mio personale e di tutta la Difesa, non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande», ha concluso Crosetto.

«In questa triste circostanza», si legge nel messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, «voglia rendersi interprete presso l’Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà». «Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia», gli ha fatto eco la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il contingente italiano in Bosnia-Erzegovina opera nell’ambito della missione europea Eufor Althea, che nel dicembre 2004 ha preso il posto della Sfor della Nato. Autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, Althea ha il compito di contribuire all’attuazione degli aspetti militari degli accordi di pace di Dayton. La missione svolge anche attività di addestramento e sostegno alle Forze armate bosniache. Da gennaio 2026 è comandata dal generale di divisione italiano Maurizio Fronda. E da inizio anno il contributo nazionale comprende anche un distaccamento dell’Aviazione dell’Esercito fornito dal 4/o Reggimento Aves Altair, di stanza a Bolzano.

L’incidente non è il primo grave incidente aereo che coinvolge le missioni internazionali in Bosnia. Nel giugno 2008, quattro militari persero la vita nello schianto di un elicottero dell’esercito spagnolo impegnato nella stessa missione Eufor Althea, in una zona montuosa nei pressi di Travnik. Altri due incidenti mortali si verificarono nel 1998.

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