Due corpi in avanzato stato di decomposizione trovati ai laghi di Fusine
Alcuni passanti li hanno notati alle pendici del Mangart: i decessi risalirebbero a un mese fa, sulle due salme si sarà l’autopsia. L’ipotesi è di un incidente durante un’escursione

Un tragico incidente in montagna durante un’escursione compiuta alcune settimane fa sulle montagne di Tarvisio? Questa l’ipotesi cui stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Tarvisio che nella serata di lunedì, affiancati dal Soccorso alpino della Guardia di finanza e dai vigili del fuoco, sono intervenuti nella zona di Fusine in Valromana, frazione del Comune di Tarvisio, dove alcuni escursionisti avevano segnalato la presenza di due corpi lungo il greto di un torrente ora in secca.
Si tratta, stando ai primi elementi raccolti, di una donna slovena di 49 anni e di una persona ancora da identificare. Quando i soccorritori hanno raggiunto il punto indicato dai passanti si sono trovati di fronte ai corpi senza vita di due persone, entrambe in avanzato stato di decomposizione. Sul posto è intervenuto anche il medico legale, che ha eseguito un primo esame esterno delle salme. Le condizioni dei corpi, però, non hanno consentito un’immediata ricostruzione di quanto accaduto.
La scoperta in un canalone
L’allarme era è stato lanciato da alcuni escursionisti di passaggio che, percorrendo i sentieri della zona, hanno notato i corpi e hanno immediatamente attivato la macchina dei soccorsi.
L’area del ritrovamento si trova alle pendici del monte Mangart, sotto i Laghi di Fusine e non lontano dal rifugio Zacchi, in un tratto di montagna molto frequentato dagli appassionati di escursionismo perché è uno degli angoli più spettacolari delle Alpi Giulie: qui i laghi, incorniciati da fitti boschi di abeti e con i loro meravigliosi colori che variano dal turchese al verde smeraldo, restituiscono un’atmosfera molto suggestiva.
Decesso a inizio giugno
Secondo una prima valutazione del medico legale, la morte delle due persone risalirebbe ad alcune settimane fa, con ogni probabilità ai primi giorni di giugno. Sarà tuttavia l’autopsia, già disposta dall’autorità giudiziaria, a stabilire con maggiore precisione sia il periodo del decesso sia, soprattutto, le cause della morte.
Allo stato attuale delle indagini, i carabinieri, come detto, ritengono più probabile l’ipotesi di un tragico incidente in montagna. Gli elementi raccolti finora non farebbero emergere elementi tali da far pensare a cause diverse.
Tra le ipotesi al vaglio vi è naturalmente anche quella di una possibile caduta, ma non nel punto del ritrovamento, bensì altrove, in quanto vicino ai corpi sarebbero stati ritrovati brandelli di vestiti. Una circostanza che farebbe ipotizzare un possibile trascinamento, forse dall’acqua, ammesso che ce ne sia stata nelle scorse settimane nel torrente in questione. Dopo la caduta della prima persona, l’altra potrebbe aver tentato di prestare soccorso, rimanendo a sua volta coinvolta nell’incidente. E poi gli agenti atmosferici potrebbero aver spostato i corpi.
Indagini e identificazione
L’identificazione delle vittime è risultata particolarmente complessa a causa dello stato di decomposizione dei corpi. Un elemento decisivo è arrivato dagli zaini rinvenuti sul posto, all’interno dei quali i militari hanno trovato le chiavi dell’automobile utilizzata per raggiungere la zona escursionistica.
Le verifiche hanno quindi permesso, martedì, di individuare la vettura, lasciata in sosta in un parcheggio situato a poca distanza dal luogo del ritrovamento, uno dei punti di accesso ai sentieri che si sviluppano nell’area di Fusine. È stata così identificata una delle vittime: si tratta di una donna slovena di 49 anni.
L’identità del secondo escursionista, invece, non è ancora stata definita con certezza, anche se gli investigatori ritengono che possa trattarsi di un familiare della donna. Saranno i successivi accertamenti e gli esami disposti dall’autorità giudiziaria a consentire l’identificazione ufficiale.
I contatti con la Slovenia
Per ricostruire gli ultimi spostamenti delle due persone e completare gli accertamenti, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Tarvisio hanno attivato i contatti con il Centro di cooperazione internazionale di Polizia e Dogana di Thörl-Maglern, che cura la collaborazione transfrontaliera con le autorità slovene.
Secondo le prime verifiche, non risulterebbero denunce di scomparsa riconducibili alle due persone. Un elemento che rende ancora più complessa la ricostruzione della vicenda e che sarà approfondito nelle prossime ore. L’esito dell’autopsia e il prosieguo delle indagini saranno determinanti per confermare la dinamica dell’accaduto e chiarire con precisione le circostanze che hanno portato alla morte dei due escursionisti.
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