Le Dolomiti scricchiolano: crolli, distacchi e colate detritiche

Inizio agosto di crolli per le montagne venete tra Auronzo, il Pelmo e San Pellegrino. L’allarme del Cai: «Evitare pareti nord e arrampicate». Ecco le zone da evitare. 

La parete del Pelmo interessata dal crollo
La parete del Pelmo interessata dal crollo

Inizio agosto di crolli sulle montagne venete. Frane e distacchi hanno interessato in particolare diversi punti delle Dolomiti.

Nella tarda serata di sabato primo agosto grande paura in via Ligonto ad Auronzo di Cadore, dove 35 persone sono state evacuate in via precauzionale a causa di una colata di fango che scendeva lungo la via. 

Dal sopralluogo dei vigili del fuoco è emersa la decisione di evacuare tredici famiglie. La giornata seguente, domenica 2 agosto, le persone sfollate sono rientrate nelle abitazioni: il pericolo sembrava scongiurato.

Tuttavia una decina di residenti in due abitazioni dovrà rimanere in allerta perché, in caso di pioggia, potrebbero subire altre evacuazioni precauzionali. La sorveglianza è fatta 24 ore al giorno dalla Protezione civile. Non ci sono comunque ordinanze di evacuazione benché per i vigili del fuoco «le case non sono agibili» fino alla rimozione del materiale a monte.

Il sindaco di Auronzo ha poi emanato un’ordinanza che vieta il consumo dell’acqua potabile contaminata dal fango all’indomani della frana ad Auronzo. 

Frana lambisce le case di Auronzo, il video dall'elicottero dei vigili del fuoco

Una frana ha interessato anche la sorgente Aiarnola che serve l’acquedotto di Danta di Cadore: anche in questo caso il sindaco ha emesso una ordinanza di non potabilità e divieto di uso a scopi alimentari: in questo caso la situazione si sarebbe risolta in giornata, ha assicurato il sindaco Thomas Menia Corbanese.

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I distacchi sul Monte Pelmo 

Anche il Monte Pelmo è stato interessato da distacchi di materiale roccioso sul versante nord-ovest, in direzione di Selva di Cadore nella giornata di domenica 2 agosto.

Recentemente, il 23 luglio, si erano già verificati altri distacchi che avevano alzato nubi di polvere. Un fenomeno naturale, non causato dalle arrampicate degli alpinisti.

Parete del Pelmo, ecco le immagini dei crolli

In occasione del crollo non c’erano stati feriti e il sindaco di Selva Luca Lorenzini aveva rassicurato: «Il luogo è più o meno sempre quello. Una parete che conferma di essere instabile, ma nel corso degli anni abbiamo visto di peggio. Non ci sono preoccupazioni e non ho visto nemmeno grande movimento di elicotteri in fase di sopralluogo».

La frana sul Passo San Pellegrino

Anche il Passo San Pellegrino è stato interessato da una frana con fango e detriti piombata in mezzo alla strada. Così domenica 2 agosto la strada statale 346, che porta da Moena al Falcade, è stata chiusa al traffico. La causa è un nubifragio abbattutosi sulla Val di Fassa.

L’allarme del Cai: «Evitare pareti nord e arrampicate»

Già dopo i crolli del Pelmo erano state prese contromisure per i pericoli che il cambiamento climatico può presentare nella zona. Gianni Frigo, presidente del comitato scientifico del Cai, ha avvertito: «È necessario evitare assolutamente di passare sotto le pareti che hanno esposizioni settentrionali. Soprattutto se si passa sotto a cime che abbiano quote relativamente alte intorno ai 3000 metri. E questo perché, se le pareti sud si puliscono e da sempre scaricano poco materiale alla volta evitando collassi importanti, sulle pareti nord i crolli sono di interi accumuli di materiali che si scollano col permafrost che entra all’interno della roccia e libera la parte esterna».

Troppi crolli per il caldo sulle Dolomiti, l’allarme del Cai e degli esperti: «Evitare pareti nord e arrampicate»
Il crollo di una parete sulle Dolomiti

Tra le aree dolomitiche che presentano pericoli figurano l’Antelao, la Marcora, Il Sorapiss e le Tofane.

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