Terremoto in Colombia, quasi 250 morti, il racconto del cooperante: «Scossa fortissima, qui è una tragedia»
Scossa di magnitudo 7.4 devasta la zona andina. Centinaia di feriti e 4mila dispersi: la testimonianza e il monitoraggio dell'associazione udinese Oikos Ets

«È stata una scossa lunga, forte, però qui per fortuna non ha fatto grossi danni. Ha colpito duramente a Cali, Manizales e Pereira. Ha colpito anche a Buenaventura, dov’eravamo stati con il progetto Pace buena, causando morti e feriti e danneggiando anche le abitazioni di alcuni nostri partner». È quanto riferisce Manuel Castelletti, residente in Friuli e cooperante di Oikos Ets a Pasto, nel dipartimento colombiano di Nariño, ai suoi collaboratori in Italia, dopo la scossa di magnitudo 7.4 che ha colpito lunedì il paese sudamericano.
L’organizzazione di volontariato internazionale, fondata a Udine nel 2005, è in costante contatto con il personale in Colombia, si legge in una nota, e sta monitorando la situazione nelle aree interessate dal sisma. «Manuel Castelletti al momento mi risulta essere il nostro unico cooperante in Colombia, dove risiede con la sua famiglia», precisa all’Ansa il responsabile comunicazione di Oikos Ets, Matteo Bullo, specificando come «al momento lui e i partner devono ancora capire come rispondere a questa emergenza. Per ora non abbiamo ancora previsto un piano d’azione che tenga conto del terremoto che c’è stato, perché è molto presto e stiamo aspettando notizie ed evoluzioni» .
Oikos Ets è al momento attiva nel Paese con il progetto Naane (Nuove strategie di adattamento ambientale per le comunità e gli ecosistemi), un intervento avviato per «rafforzare la resilienza delle comunità fluviali del Trapezio amazzonico colombiano, migliorando i processi educativi, valorizzando le pratiche tradizionali e promuovendo la gestione sostenibile del territorio nella regione del Rio delle Amazzoni, con un focus sulle comunità indigene di Santa Sofía y el Progreso e del dipartimento di Nariño».
Intanto è corsa contro il tempo per trovare persone vive sotto le macerie: nelle città di Pereira, Cali e Manizales, le squadre di soccorso, coadiuvate anche da cittadini comuni, stanno facendo di tutto per smuovere i detriti e salvare vite. È noto che le 72 ore successive alla scossa sono quelle cruciali per trovare sopravvissuti alla tragedia.
A Cali i soccorritori hanno salvato una madre e il figlio neonato, rimasti intrappolati dal crollo di in un edificio di cinque piani. Un barlume di speranza in mezzo a una tragedia dai contorni sempre più drammatici.
All'indomani del terribile terremoto che ha sconvolto la zona andina del Paese, il bilancio delle vittime accertate sale infatti di ora in ora: in serata sono quasi 250, molte centinaia i feriti. Un numero tragicamente ancora provvisorio, tenuto conto che circa quattromila persone risultano ancora disperse.
Mentre non cessa la paura - un centinaio sono state le scosse di assestamento - familiari e amici continuano a cercare affannosamente, con l'aiuto dei media e dei social network, i propri cari di cui non hanno più notizie. E cresce l'angoscia che il conto finale possa avvicinarsi alla stima di mille morti elaborata nelle scorse ora dal sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs).
Secondo la stessa agenzia, le perdite economiche provocate dal sisma di ieri mattina sono valutate tra cento milioni di dollari e un miliardo di dollari. Gli Stati Uniti hanno già annunciato un primo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari. Ma ora la priorità è coordinare i soccorsi: il neo presidente Abelardo de la Espriella ha deciso di lasciare Cali, dove ha trascorso la notte, per recarsi nella Regione del Caffè, così è chiamata l’area più colpita dal sisma. Quindi ha annunciato un piano di aiuti immediati per chi ha perso tutto nel sisma, del tutto consapevole della gravità della situazione.
Sono tantissimi, infatti, oltre 1.500 gli edifici lesionati, e centinaia quelli crollati. Gravemente danneggiate anche le comunicazioni: il ministero delle Tecnologie e dell'informazione ha riferito che la rete di telefonia mobile registra un livello di inoperatività del 46,1% nei sette dipartimenti più colpiti dal terremoto.
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