In carrozza da Gorizia a Budapest, polemiche per il caldo: l’evento viene annullato

Centinaia di persone sul web hanno preso posizione contro un’iniziativa che, a parere di molti, rischiava di mettere a repentaglio la vita dei cavalli a causa delle alte temperature. Poi il dietrofront

Francesco Fain
Una delle carrozze che dovevano essere utilizzate per l’evento
Una delle carrozze che dovevano essere utilizzate per l’evento

Il tavolo era già apparecchiato. Domani mattina, venerdì 31 luglio, era programmata la partenza da piazza della Transalpina con destinazione Budapest di quattro carrozze per iniziativa dell’Associazione Mitteleuropa e dell’Afac (Associazione friulana appassionati carrozze). Ma, in tarda mattinata, la notizia: non si fa più nulla.

Perché questo dietrofront? È bastato che l’annuncio dell’evento, programmato per le 11, fosse pubblicato sulla pagina fb del Comune di Gorizia per scatenare il finimondo.

Con centinaia di prese di posizione contrarie a un’iniziativa che, a parere di molti, rischiava di mettere a repentaglio la vita dei cavalli, viste le altissime temperature previste proprio per la giornata odierna.

Ma al termine di una mattinata di polemiche furenti, è stato Paolo Petiziol, presidente del GectGo ma, in questo caso, “anima” dell’Associazione Mitteleuropa, a comunicare la decisione finale.

Il dietrofront

«Parto da una considerazione: sarebbe bastato ci chiamassero e avremmo spiegato la situazione, senza ingigantire le polemiche. Mi spiego meglio», annota Petizio, «quando avevamo fissato questa data, parlo di diversi mesi fa, non potevamo prevedere le temperature eccezionali del 31 luglio. Gli stessi proprietari dei cavalli sono i primi a preoccuparsi della salute e del benessere degli animali e, chiaramente, sarebbero e sono stati i primi a manifestare perplessità. Pertanto, l’evento non si svolgerà. Venerdì in Transalpina non troveranno alcun cavallo e alcuna carrozza. Non vogliamo mettere a repentaglio la salute degli animali e nemmeno rischiare che venga inscenata una manifestazione per un evento che avrebbe voluto essere una bella iniziativa».

Il tutto (ma non in territorio italiano) si ridurrà a un “viaggio scenografico” con i cavalli che saranno trasportati nei van e «rifocillati a dovere». Da una nota dell’Associazione Mitteleuropa si evidenzia come «il progetto consiste esclusivamente nello spostamento di una carrozza storica tra i diversi punti di sosta, anch’essi di rilevanza storica, del percorso. L’impiego dei cavalli è previsto esclusivamente all’alba o nelle ore notturne e unicamente per realizzare alcune riprese nei luoghi di partenza e di arrivo, evitando le ore più calde della giornata e nel pieno rispetto del loro benessere».

Conclude Petiziol in prima persona: «Una cosa, però, la devo proprio dire: mi è dispiaciuto il tenore di certe prese di posizione. Non c’è mai stato ne mai ci sarà sfruttamento animale. Questa non è soltanto una scelta organizzativa ma un principio imprescindibile che ci appartiene da sempre e che continuerà a guidare ogni nostra iniziativa».

Una cosa va evidenziata: la questione è stata affrontata malissimo sotto il profilo della comunicazione. “Peggio il tacon del buso”, recita il proverbio.

Il Comune

Anche il sindaco Rodolfo Ziberna interviene: «Fermo restando che il Regolamento per la tutela degli animali del Comune vieta espressamente qualsiasi forma di maltrattamento, comportamento lesivo o azione che possa “nuocere al benessere degli animali o determinare situazioni di sofferenza”, ho chiesto chiarimenti ai due sodalizi organizzatori. Le associazioni mi hanno rassicurato in merito alla massima attenzione per la cura e la tutela dei cavalli».

Fa eco l’assessore comunale Chiara Gatta: «Come amministrazione comunale ci siamo attivati dal primo momento: pur essendo certi del pieno rispetto delle norme sul benessere animale e non essendo direttamente coinvolti nell’organizzazione, abbiamo segnalato agli organizzatori le preoccupazioni de i cittadini».

Le polemiche

Ma la polemica infuria. Eleonora Sartori e Andrea Picco (NoiMiNoaltrisGo!) hanno inviato una pec alla segreteria del Comune «affinché», spiega Sartori, «si attivino per spostare l’evento a giornate con temperature più consone. Se volevano avere un tornaconto di visibilità, questo è stato un boomerang». Critica anche l’associazione Rosmann e il Partito animalista.

Nel contempo, le sedi locali Lav del Fvg esprimono pubblicamente la propria contrarietà a un evento «che utilizza gli animali come mezzo di trazione e come elemento rappresentativo di un progetto di promozione territoriale e relazioni istituzionali». Viene annunciato anche che i responsabili Lav saranno presenti in piazza Transalpina «per manifestare pacificamente dissenso».

 

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