Capodanno in acqua, gli ibernisti sfidano l’inverno a Caorle, Jesolo e al Lido di Venezia
A Jesolo si è tuffato anche il sindaco con alcuni assessori. Come da tradizione un centinaio di persone ha partecipato invece al bagno del primo gennaio nel Cimento di Caorle. In acqua anche turisti arrivati dall’Austria. Al Lido di Venezia siamo al 45° anno di primo gennaio in mare

Oltre un centinaio di ibernisti hanno fatto il bagno la mattina del primo gennaio nel Cimento di Caorle, un evento giunto alla 12’ edizione nato da un’idea di Olimpicaorle. Hanno sfidato le temperature. Fuori almeno 2 gradi in acqua 11.

Ci sono turisti arrivati appositamente per tuffarsi in mare dall’Austria specialmente. Altri come spettatori hanno trascorso la notte di Capodanno. E a loro si sono mescolati quelli che sono in città per le Casette.

Il clima ideale, soleggiato con temperature in aumento fino alle 15, sta facendo arrivare a Caorle una marea di persone. Per precauzione ai bagni di via Serenissima c’è anche un’ambulanza. A salutare i nuotatori c’era l’assessore allo Sport Mattia Munerotto rientrato dalla Finlandia.
Alcuni temerari hanno resistito in acqua per più di 10 minuti. Bravissimi.
Tradizione rispettata anche a Jesolo

A Jesolo 300 partecipanti, 3 mila spettatori circa davanti all'Hotel Nettuno per il tuffo in mare con la fondazione Just Friend Onlus, tra sport ed eventi al lido di Jesolo. Una tradizione che si è rinnovata piacevolmente anche questo primo dell'anno al lido con sempre più "ibernisti" e tanti spettatori.

Si è tuffato anche il sindaco Christofer De Zotti con alcuni assessori e consiglieri temerari. La temperatura dell' acqua a 10 gradi é stata una bella sfida per tutti.
E il Lido di Venezia non è da meno
Sei gradi in acqua, mai stata più fredda, e tre fuori: il gelo di Capodanno non ha scalfito il rito del bagno degli ibernisti al Lido di Venezia, nella spiaggia del Blue Moon.
Olio, vaselina, stretching, saltelli e cappelli da Babbo Natale: ognuno con i suoi rituali, poi a mezzogiorno in punto il “gong” e la corsa folle verso l’Adriatico. «Così gelida non è proprio godurioso», scherzano i nuotatori più impavidi: in cento si sono tuffati, con circa mille spettatori assiepati in battigia.
La tradizione è arrivata alla 45ª edizione, ma il presidente del Gruppo Ibernisti Venezia, Giovanni Arciprete, lancia l’allarme: «Senza il passaggio sotto l’ombrello del Comune, con adeguate tutele legali e di sicurezza in mare e a terra, il rito rischia seriamente di scomparire»
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