Opera, metaverso e intelligenza artificiale: il progetto del Conservatorio Steffani arriva a Vienna

Si è tenuto a Vienna, nelle sale di Palazzo Metternich, sede dell’ambasciata italiana in Austria l’atto finale del progetto PNRR “Music Theatre and New Technologies”, ecosistema di iniziative musicali, performative e di progetti di ricerca che ha visto nel corso del 2025 e 2026 protagonista il Conservatorio di musica Agostino Steffani di Castelfranco Veneto.
Un evento di musica all’insegna dell’eccellenza:
L'incontro viennese ha visto venerdì 22 maggio alle 17,30 una conferenza concerto che ha presentato gli esiti dei principali progetti messi a terra dell’Istituzione musicale castellana. Dopo i saluti della Presidente Annalisa Bisson che ha tracciato le linee programmatiche intorno alle quali si è svolto il progetto, è stato Paolo Troncon, direttore del Conservatorio di musica castellano, ad articolare i progetti principali e il loro valore nel campo performativo e della ricerca. Sul fronte dell’internazionalizzazione è intervenuto Damiano Lazzaron, vicedirettore del Conservatorio Steffani e referente per l’Erasmus.
“In considerazione del rilievo che i progetti musicali hanno assunto nel corso di questi mesi e visto il rapporto preferenziale con Vienna e i Paesi di area tedesca - spiega Annalisa Bisson, Presidente del Conservatorio di musica Agostino Steffani - abbiamo deciso di presentare la chiusura di mesi di importante lavoro proprio di fronte ad una platea internazionale”.
A dare la misura concreta del livello artistico dei risultati conseguiti è stato l’ensemble Agostino Steffani guidato dal docente Giorgio Fava e composto da Vikram Francesco Sedona (violino) Ivan Zasso (viola) e Laura Rosato (violoncello) con Carlo Steno Rossi (cembalo e pianoforte). Questi i musicisti che hanno presentato una selezione dei titoli portati in scena grazie al fondo PNRR in un programma di numeri strumentali, arie e duetti dalle opere di Steffani, Luchesi, Mozart e Vivaldi che vedrà protagonisti i soprani Veronika Ruello, Chiara Callegaro e Maria Viviani.

Il Conservatorio “Agostino Steffani” e il progetto “Music Theatre and New Technologies” (MTNT)
Il Conservatorio di Musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto è oggi tra i più autorevoli centri europei centri di ricerca, formazione e produzione dedicati al teatro musicale e alla valorizzazione del patrimonio operistico italiano. Grazie al progetto “Music Theatre and New Technologies” (MTNT), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’istituto castellano guida una vasta rete internazionale che riunisce conservatori, università, accademie e istituzioni culturali di tutta Europa attorno a un obiettivo comune: ridefinire il modo di studiare, produrre e comunicare l’opera italiana.
Il Conservatorio non si è limitato a un ruolo organizzativo: è stato il motore scientifico e artistico dell’intero progetto, coordinando bandi internazionali, percorsi di specializzazione e produzioni che hanno coinvolto centinaia di musicisti, cantanti, ricercatori e artisti, impegnati nei mesi scorsi fra Castelfranco Veneto, Treviso e Venezia.
"Il progetto “Music Theatre and New Technologies: Toward a New Paradigm in Opera Studies and Performance” (MTNT) è stato tra i maggiormente finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con fondi PNRR - spiega il direttore del Conservatorio Agostino Steffani Prof. Paolo Troncon. - Il valore complessivo del programma è stato di 5 milioni e 236.000 euro. Il progetto MTNT mira a innovare la ricerca, la didattica e la produzione operistica attraverso l’integrazione tra patrimonio musicale italiano, tecnologie digitali, metaverso, intelligenza artificiale e arti performative. Gli obiettivi principali sono: promuovere l’opera italiana a livello internazionale in nuovi formati digitali; sviluppare ricerca interdisciplinare tra musica, teatro, arti visive e tecnologie; creare edizioni critiche e archivi digitali del patrimonio operistico; sperimentare nuove forme di performance immersive; rafforzare la cooperazione internazionale tra AFAM, università e istituzioni culturali; sostenere percorsi di dottorato e alta formazione legati alla transizione digitale; ampliare il pubblico dell’opera, in particolare verso giovani e nuove generazioni"

Le proposte culturali dei partner di “Music Theatre and New Technologies"
Il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto (capofila) ha guidato una masterclass internazionale su Le nozze di Figaro e prodotto L'Olimpiade di Vivaldi al Teatro di Treviso. Ha recuperato e messo in scena La lotta d'Ercole di Steffani e fondato il Centro Internazionale di Studi sul compositore. Ha sviluppato la piattaforma digitale DaPonte Libretti e promosso workshop su chitarra, sassofono e repertorio operistico. Il Conservatorio Marcello di Venezia ha riportato in scena per la prima volta in epoca moderna L'Adelaide (1672) di Sartorio al Teatro Goldoni, replicandola poi in Germania. Ha inoltre allestito l'opera buffa contemporanea Il giudizio universale di Ambrosini, in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Venezia, Teatro alla Scala e Silvio D'Amico. Il Conservatorio Dall'Abaco di Verona ha invece ospitato un convegno internazionale dedicato a Gazzaniga e al teatro comico del tardo Settecento. Ha prodotto la prima rappresentazione moderna dal 1809 de La vendemmia di Gazzaniga al Teatro Ristori, basandosi su una nuova edizione critica della partitura. Il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara ha scelto di portare in scena Il Matrimonio Segreto di Cimarosa al Teatro Comunale e ha coprodotto, con Castelfranco, la prima assoluta de La lotta d'Ercole di Steffani, arricchita dall'installazione sonora interattiva e immersiva OOLEHCA, realizzata con Tempo Reale. Il Conservatorio Pollini di Padova ha invece prodotto un lungometraggio cinematografico che reinterpreta in chiave moderna il Così fan tutte di Mozart e ha digitalizzato cinque opere teatrali settecentesche provenienti dall'archivio del Teatro Nuovo di Padova, rendendole accessibili sul repository Phaidra. Il Conservatorio Puccini di La Spezia ha presentato L'Orfeo di Monteverdi al teatro storico di Syros, in Grecia, e ha eseguito la prima moderna di Amalia e Carlo di Guglielmi a Massa e sviluppato Opera VR, un innovativo ambiente educativo immersivo che integra formazione artistica e realtà virtuale. L’Accademia di Belle Arti di Venezia ha ideato e realizzato “Cosìfuntutte”, un'installazione audiovisiva immersiva al Magazzino del Sale che reinterpreta il Così fan tutte di Mozart attraverso immagini generate da intelligenza artificiale, processi sonori algoritmici e performance dal vivo. Le Accademie di Belle Arti di Verona e Firenze (LABA), l'Accademia Teatro alla Scala e la Silvio D'Amico di Roma hanno infine contribuito attivamente alle produzioni, mettendo a disposizione competenze specialistiche in regia, scenografia, costumi, riprese video, motion capture e tecnologie immersive.
I partner tra Italia ed estero
Un progetto di eccellenza che ha visto, la partecipazione dei Conservatori di Venezia, Padova, Verona, Ferrara e La Spezia, delle Accademie di Belle Arti di Venezia e Verona, della Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Firenze,dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e dell’Università degli Studi di Padova. I partner realizzatori di singole attività progettuali comprendono, fra gli altri, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, il Conservatoire Royal de Bruxelles, la Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover, oltre a istituzioni universitarie britanniche, statunitensi, austriache e spagnole.

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