Giù il sipario su “essere (in) natura”, il festival di savno cresce ancora: agli eventi oltre 2.000 persone

Più di 2.000 persone, eventi completamente sold-out e un grande numero di iscritti anche da fuori regione: questo il bilancio della seconda edizione del festival di Savno
“Le persone hanno voglia di sperimentare e di fare esperienze che aprano gli orizzonti: il festival ce l’ha dimostrato”, commentano i vertici di Savno e Consiglio di Bacino

Più di 2.000 persone iscritte, eventi completamente sold-out e un grande numero di iscritti arrivati anche da fuori regione, da Emilia-Romagna, Friuli e Lombardia, per citare alcuni esempi. Si è chiuso con la Green Jam Sessions di domenica scorsa, nell’area verde di Santa Maria di Revine Lago, il sipario sulla seconda edizione di “Essere (in) Natura”, il festival gratuito, promosso e ideato da Savno che dal primo all’11 ottobre ha attraversato dieci Comuni del Bacino Sinistra Piave.
Un successo che racconta molto del “dietro le quinte” di Savno, che raccoglie i frutti di un impegno che quotidianamente vede l’azienda in prima linea nel formare una cittadinanza sempre più consapevole del proprio ruolo nella tutela ambientale.
Quest’anno il festival si è soffermato sul tema delle "traiettorie": movimenti, relazioni e tensioni che attraversano costantemente l'essere umano e il mondo naturale. Ogni giornata di festival, infatti, è stata scandita da una o più traiettorie (terra-cielo, fuori-dentro, scienza-emozione, ad esempio) che sono diventate la chiave di lettura degli eventi in calendario.

“Le persone hanno voglia di sperimentare, di conoscere, di fare esperienze che aprano gli orizzonti: questo festival ce l’ha dimostrato. Le traiettorie che abbiamo proposto sono state sviluppate in direzioni diverse, e il rapporto tra le persone, tra i relatori e il pubblico, è stato umano, senza distacco - sottolineano il presidente e il direttore generale di Savno, Stefano Faè e Gianpaolo Vallardi, e il presidente del Consiglio di Bacino Sinistra Piave, Roberto Campagna - È stato un percorso formativo per tutti, anche per noi che il festival lo abbiamo organizzato. E ci ha regalato l’opportunità di creare una bella rete con il territorio, dialogando con amministrazioni, associazioni, organizzatori di eventi. Gli stessi relatori sono riusciti a creare nuove connessioni. È da qui che vogliamo ripartire”.
Il programma ha messo in relazione voci e linguaggi molto diversi. Il festival si è aperto giovedì 1° ottobre con “Dialoghi capovolti”, un confronto al teatro Accademia di Conegliano tra l’astrofisico Alessandro De Angelis, il professore di filosofia Matteo Saudino, l’alpinista e scrittrice Anna Torretta, lo scrittore e filologo Igor Sibaldi e la cantautrice Erica Boschiero.
Il giorno dopo, sempre a Conegliano, la giornalista ambientale Valeria Barbi e il fotografo Davide Agati hanno raccontato l’Amazzonia agli studenti e inaugurato a Palazzo Sarcinelli la mostra “Radici nella corrente: vivere e resistere lungo i fiumi d’Amazzonia”. Tra gli incontri più attesi anche il dialogo sul tema della cura con don Dante Carraro, direttore di CUAMM, e l’incontro “Le piante oltre l’immaginario” a Oderzo, con il biologo e giornalista scientifico Marco Ferrari, l’antropologa Valeria Rossi e lo scienziato ambientale Mattia Teruzzi.

Ampio lo spazio dedicato alle esperienze: dalla performance di danza “Storia di un ruscello” di Erica Meucci e Glauco Salvo a Cison di Valmarino al trekking satirico “Transumansia” con Arianna Porcelli Safonov, a Valdobbiadene, dal bagno nella foresta guidato da Matteo Vegetti, a Bigolino e in Cansiglio, al laboratorio sonoro “La musica degli alberi e delle piante” a Tarzo, fino al gran finale con la Green Jam Session a Revine Lago, dove la Plants Play Orchestra diretta da Edoardo Taori ha trasformato in musica i segnali bioelettrici delle piante su cui hanno improvvisato il trio Kalimbata e la cantante Elvira Cadorin.
“Gli spunti di riflessione, anche quest’anno, non sono mancati”, sottolineano Faè, Campagna e Vallardi, che citano i più curiosi: “Con don Dante Carraro, è emerso un mondo di persone, anche giovanissime, che credono nel donare agli altri: ci ha dato speranza, soprattutto nel momento delicato che stiamo vivendo a livello mondiale. La serata di multivisione a San Fior, con i suoi ritmi calmi, ha palesato la nostra disabitudine, figlia dei rapporti moderni, alla lentezza dei tempi della natura. Curioso anche l’aneddoto raccontato da Barbi e Agati. La popolazione locale in Amazzonia, hanno spiegato, riesce a distinguere molte tipologie di verde: noi no, anche se migliaia di anni fa non era così. Una riflessione che sta perfettamente dentro il tema di Essere (in) Natura. Infine, portare le api in piazza con APAT ha portato a una profonda riflessione in merito a ciò che è diventato realmente oggi il nostro rapporto con la natura, e ha rappresentato un’occasione per promuovere una maggiore conoscenza del mondo degli insetti e del loro comportamento, contribuendo a superare paure e convinzioni non sempre fondate sulla reale conoscenza di questi importanti elementi dell’ecosistema.”.
A proposito di Amazzonia, si è parlato della mostra “Radici nella corrente” anche durante la trasmissione Geo di Rai 3: chi non fosse riuscito a partecipare all’inaugurazione di venerdì 2 novembre, a Palazzo Sarcinelli, a Conegliano, può ancora visitare l’esposizione fino a domenica 1° novembre, dal giovedì alla domenica. Informazioni e orari su www.essere-in-natura.it.
La rassegna “Essere (in) Natura” è realizzata con il patrocinio della Provincia di Treviso, dei Comuni che ospitano gli eventi e di Legambiente Veneto, e con il sostegno dei partner che hanno scelto di accompagnare il progetto.
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