Pestato, muore dopo due mesi. La figlia: «Papà ucciso da una bestia»
Sabino Di Palma, 77 anni, è morto giovedì 23 luglio: a maggio l’aggressione a Canosa di Puglia per mano di un conoscente, ora indagato per omicidio volontario. Il dramma della figlia che vive a Montebelluna: «Ti daremo giustizia»

Pestato brutalmente per strada, muore dopo due mesi di agonia. È il drammatico destino di Sabino Di Palma, pensionato pugliese di 77 anni, morto giovedì scorso, 23 luglio per le conseguenze di un’aggressione subita il 30 maggio a Canosa di Puglia (in provincia di Barletta Andria Trani).
L’autore sarebbe un conoscente della vittima che ora è indagato per omicidio volontario. Si tratta di un pregiudicato di 48 anni che è stato individuato poche ore dopo l’accaduto dalla polizia e attualmente agli arresti domiciliari. La figlia di Sabino Di Palma da anni lavora e risiede a Montebelluna. Il pensionato sarebbe diventato nuovamente nonno tra qualche mese.
«Chiediamo giustizia»
«Sei stato un padre e un nonno stupendo: giuriamo che ti daremo la giustizia che meriti», ha scritto la figlia sui social affidando la propria rabbia e il dolore ad un post circolato rapidamente in rete. «Non ho fatto in tempo a dirti il sesso del mio bambino» scrive in una sorta di lettera d’addio.
Per la famiglia ora si profila una dolorosa battaglia legale che i Di Palma intendono portare fino in fondo. La Procura martedì ha disposto l’autopsia per accertare il nesso tra il gravissimo trauma cranico riportato dal pensionato a seguito del pestaggio e il decesso.
La lite e il pestaggio
Tra Sabino Di Palma e il suo presunto assassino non correva buon sangue da anni. Quale fosse il motivo di un rancore sfociato in tanta violenza è ora oggetto di approfondimenti da parte degli agenti del commissariato di Canosa che indagano sotto il coordinamento della Procura di Trani. Stando a quanto ricostruito fino a questo momento, Di Palma e il quarantottenne si sono incontrati nella città pugliese il 30 maggio, non è chiaro se per un appuntamento concordato o se si siano incrociati casualmente.
Il pensionato, racconta la figlia, quel giorno era uscito per comprare le sigarette ed è allora che lungo il cammino ha incrociato quella vecchia conoscenza, il suo presunto assassino, che la donna nel post definisce una «bestia».
Tra loro è nata un’accesa discussione legata a vecchi rancori che poi è sfociata in uno scontro fisico nel quale il settantasettenne ha avuto la peggio. I soccorritori l’hanno trovato in una pozza di sangue: era privo di conoscenza, aveva il volto tumefatto e i vestiti imbrattati di sangue. Il quarantottenne nel frattempo si era già allontanato ma è stato rintracciato nel giro di poche ore in una località poco distante da Canosa attraverso l’attività di ricerca e geolocalizzazione svolta dagli agenti della squadra mobile.
Da allora l’uomo, con diversi precedenti alle spalle, si trova ai domiciliari. L’accusa nei suoi confronti da tentato omicidio si è aggravata in omicidio volontario.
Il ricovero e il decesso
Dopo il trasporto d’urgenza al pronto soccorso, Sabino Di Palma è stato inizialmente ricoverato nel reparto di rianimazione all’ospedale Bonomo di Andria e successivamente trasferito in un hospice a Bisceglie dove è deceduto nella tarda serata di giovedì dopo quasi due mesi di coma.
Le sue condizioni erano critiche, ciononostante i famigliari, che l’hanno vegliato senza sosta per due mesi, hanno sperando fino all’ultimo giorno che riaprisse gli occhi. Giovedì il drammatico epilogo. Martedì la Procura ha disposto l’autopsia e nelle prossime ore verrà conferito l’incarico al medico legale.
Il dolore della famiglia
Una famiglia molto unita, con origini pugliesi e un giovane ramo trevigiano trapiantato nella Marca, a Montebelluna, grazie alla figlia che ha messo radici qui anni fa. Qui presto nonno Sabino avrebbe abbracciato il nipotino in arrivo.
I Di Palma, riferiscono fonti vicine alla famiglia, non si danno pace. Morire dopo un’aggressione in strada è un’ingiustizia impossibile da accettare, fonte di un dolore che solo una ferma condanna dei responsabili potrà in parte alleviare.
«Sei uscito il 30 maggio per comprare le sigarette e sul tuo cammino hai incontrato una bestia che ti ha aggredito, prima verbalmente poi fisicamente, in una maniera tale da mandarti in coma distruggendo la nostra famiglia». Si legge nel post pubblicato dalla figlia di Sabino Di Palma nelle ore successive alla morte del padre. «Ti ho visto con i vestiti insanguinati e il volto gonfio. Uno choc tale da non riuscire a piangere per settimane: non ho fatto in tempo a dirti il sesso del mio bambino. Ci hai insegnato a non cedere ai compromessi, a combattere e lottare. Sei stato un papà meraviglioso e un nonno splendido. Non ti dimenticheremo mai».
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