La moglie morì nello schianto, dieci mesi al marito al volante
L’incidente avvenne sulla Pontebbana a Villorba, con la coppia viaggiava anche la cognata con il marito. L’auto finì contro un carro attrezzi

villorba
Dieci mesi e 20 giorni per la morte dell’amata moglie Loredana Matterlin, 68 anni. È l’esito dell’inevitabile processo, celebratosi in rito abbreviato, nei confronti di Mauro Barbagini, 74 anni di Conegliano, che il giorno dell’Epifania del 2023, sulla Pontebbana a Carità di Villorba, era alla guida dell’Opel Astra, a bordo della quale viaggiava la moglie e la cognata Marisa con il marito.
Oltre al dolore della perdita della compagna di una vita, l’uomo (difeso dall’avvocato Paolo Pastre), accusato del reato di omicidio stradale, ha anche avuto la sospensione di sei mesi della patente come pena accessoria. Assolto invece Livio Olivotto, 54 anni di Nervesa (difeso dall’avvocato Alessandro De Paoli del foro di Pordenone), l’autista del carro attrezzi contro cui si schiantò l’Opel Astra dei due coniugi coneglianesi.
Lo schianto mortale risale al 6 gennaio 2023 sulla Pontebbana nei pressi dell’hotel “Le Terrazze”. Barbagini era al volante della sua Opel Astra con seduta a fianco la moglie e nei sedili posteriori i due cognati. I quattro stavano viaggiando in direzione Conegliano quando, nei pressi del centro abitato di Carità di Villorba, l’utilitaria invase la corsia opposta e si schiantò contro il carro attrezzi che viaggiava verso Treviso e che stava trasportando un’auto d’epoca. Dopo l’impatto, il carro attrezzi finì nel fossato che costeggia la Pontebbana mentre l’Opel Astra, praticamente distrutta, si fermò sul ciglio della statale.
Sul posto intervennero le ambulanze del 118 che provvidero a trasportare i feriti al Ca’ Foncello. Purtroppo per Loredana Matterlin non ci fu nulla da fare: morì poche ore dopo il ricovero. Stando alla perizia, l’Opel Astra viaggiava alla velocità di 77 km orari su una strada con limite a 50. Più o meno la stessa velocità del carro attrezzi. Ma, secondo quanto sostenuto dalla difesa di Olivotto, anche se il carro attrezzi avesse viaggiato entro i limiti, il suo conducente non avrebbe avuto tempo e modo per evitare l’impatto mortale. –
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