La Marca invecchia, forza lavoro in calo: la vera sfida è ripensare i servizi
Il professor Marin: «Bisogna retribuire meglio la flessibilità. Le difficoltà non dipendono solo dai numeri, ma anche dalla mancanza di determinate professionalità»

Una popolazione ridotta e sempre più anziana. Nella Marca del 2030, si stimano 2.900 persone in meno rispetto al 2024. E, soprattutto, l’incidenza degli over 65 salirà al 28% rispetto al 24% di due anni fa (più alto della proiezione italiana del 27, 8%). Emblematica la fascia maschile 90-94 anni: dai 521 del 2019 a una proiezione di 1.154 fra quattro anni.
L’impatto dell’invecchiamento
Un invecchiamento che impatterà – e lo sta già facendo – sul sistema scolastico, sulle imprese, sul personale della pubblica amministrazione, sulle stesse politiche abitative. Servirà una programmazione attenta nell’ambito sanitario, dell’assistenza all’anziano, delle case di riposo.
Temi oggetto di riflessione ieri, 3 marzo, nel convegno “Ritorno al domani. Strategie e processi di sviluppo nella Marca Trevigiana”, promosso in Provincia dal Centro studi amministrativi della Marca. Elemento chiave, nella tavola rotonda al Sant’Artemio, la questione della carenza di personale.
«Le difficoltà non sono solo numeriche, ma si legano anche alla mancanza di determinate professionalità, proprio in una fase di transizione tecnologica e digitale», osserva Paola Carron, presidente Confindustria Veneto Est, «l’intelligenza artificiale è un’opportunità da cogliere».
Giorgio Pavan, direttore EnEa (ex Israa) fa un discorso più ampio: «Il dramma è il personale che non si trova. Penso agli Oss: già oggi ricorriamo ad ausiliari, quindi personale non specializzato, per coprire una quindicina di posti che dovremmo riservare a operatori sociosanitari. L’invecchiamento della popolazione imporrà anche un grande investimento a livello di strutture sanitarie e Ipab».
Il sociologo Daniele Marini, università di Padova e Community Research&Analysis: «C’è un altro tema chiamato flessibilità del lavoro: bisogna retribuirla meglio». Entrando nel dettaglio, le elaborazioni di MoMa (Monitor della Marca trevigiana), analisi periodica effettuata dal Centro studi amministrativi, prevedono 879.255 abitanti in provincia nel 2030 contro gli 876.355 del 2024.
E se nel 2019 la fetta più ampia di popolazione si attestava fra i 50 e 54 anni (37.888 maschi e 37.444 femmine), lo studio per il 2030 vede prevalere la fascia dei sessantenni: 36.511 maschi, 36.790 femmine. «Il problema del personale riguarderà anche il pubblico. Già oggi contiamo 3,5 dipendenti ogni mille abitanti contro la media nazionale di 6», conclude Marco Della Pietra, presidente Centro studi amministrativi della Marca. —
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