'Women for women against violence', donne si raccontano in una mostra a Milano

Scatti raccontano storie vere dal cancro al seno alla violenza di genere

(ANSA) - MILANO, 30 GIU - Istituzioni e volontariato fanno squadra per lanciare un messaggio di speranza a chi sopravvive alle cicatrici, fisiche e psicologiche, causate dal cancro al seno e dalla violenza di genere. È questo il filo conduttore dei ritratti fotografici del progetto 'Women for Women against Violence', ospitati alla Fabbrica del Vapore di Milano. Il percorso espositivo, visitabile fino al 30 agosto, raccoglie 21 scatti che, attraverso un qr code, raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Tra i volti figurano le giornaliste Benedetta Rinaldi ed Eleonora Daniele, le attrici Maria Grazia Cucinotta, Luana Ravegnini e Nicoletta Romanoff, l'attivista Leyla Hussein e Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e divenuta un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Il progetto, presentato alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dell'assessore del Comune di Milano alla Cultura Tommaso Sacchi, nasce da un'idea di Donatella Gimigliano ed è realizzato dall'Associazione Consorzio Umanitas Ets: "Queste sono storie di donne - ha detto Fontana - che hanno superato il dramma della malattia oncologica e la violenza. Bisogna lavorare sempre sul piano della prevenzione sanitaria, etica e morale. Bisogna fare in modo che questo diventi un valore condiviso". Sacchi ha ricordato l'impegno della città contro la violenza sulle donne, anche attraverso gli 8 Centri antiviolenza "a sostegno di oltre 3500 donne che vengono intercettate nel loro dramma e supportate e aiutate". Anche questi momenti, come la presentazione della mostra di oggi - ha aggiunto -, servono ad accendere un faro. Anche a Milano ci sono troppi casi che vanno contrastati con tutte le forze. E oltre al male della violenza sappiamo che c'è il male dell'oblio", con le storie delle vittime che non vanno dimenticate. (ANSA).

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