Violenze in carcere: ex provveditore imputato, 'la perquisizione era legittima'

"Del gruppo esterno entrato nel carcere armato non sapevo niente"

(ANSA) - NAPOLI, 30 GEN - Nessuna spedizione punitiva verso i detenuti, ma una misura necessaria per ristabilire il controllo e garantire la sicurezza del carcere in un periodo in cui tutte le carceri italiane erano teatro di rivolte violente dovute al lockdown per il Covid. Così l'ex provveditore delle carceri in Campania Antonio Fullone durante l'esame reso al maxi-processo sulle violenze nel carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020 che lo vede imputato per i reati di perquisizione illegittima, depistaggio, falso e rivelazione di segreto d'ufficio. Circa 300 detenuti del reparto Nilo vennero sottoposti a quella perquisizione poi degenerata in violenze e pestaggi commesse da circa 300 poliziotti penitenziari, molti dei quali componenti del Gruppo di Supporto provenienti da altre carceri campane, come Secondigliano e Avellino. Secondo le indagini, un gruppo, creato dallo stesso Fullone, fu guidato sul campo dal funzionario della penitenziaria Pasquale Colucci (anche lui imputato), colui che secondo Fullone "autorizzò i gruppi esterni di supporto a recarsi al carcere con scudi, caschi e manganelli". "Non sapevo che il gruppo era entrato armato nel carcere, l'ho saputo solo quando la Procura, il 10 luglio del 2020, mi fece vedere le immagini di quanto accaduto", ha sottolineato Fullone rispondendo alle domande dei pm Alessandro Milita, Daniela Pannone e Alessandra Pinto. "Sono basito da questa risposta" ha replicato Milita, "lei fino al 10 luglio non ha domandato ad alcuni dei suoi collaboratori cosa fosse accaduto e ciò nonostante già dal giorno dopo il 6 aprile si parlava delle violenze. E il 7 aprile lei intervenne anche sull'Ansa". Il presidente del collegio Picciotti allarga il discorso. "Il garante dei detenuti aveva già fatto delle denunce, il 9 aprile i familiari di alcuni detenuti furono ricevuti dalla direzione del carcere". "Non ho fatto alcuna domanda" ripete Fullone, che poi sottolinea di aver parlato con l'Ansa "perché iniziavano a circolare voci su una spedizione punitiva fatta da agenti, così parlai degli oggetti sequestrati durante la perquisizione, che era servita a ristabilire la sicurezza". (ANSA).

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