Vannacci, compiere un reato contro un omosessuale è più grave? Non può essere

Al Corriere del Veneto, 'femminicidio non serve, allora dovrei creare il cristianicidio'

(ANSA) - VENEZIA, 16 GIU - "Si sta cercando di inserire l'omofobia come se compiere un reato contro un omosessuale sia più grave che contro un eterosessuale. Non può essere". Lo afferma Roberto Vannacci, in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere del Veneto. Tornando sulle sue frasi sul femminicidio alla costituente di Futuro Nazionale, Vannacci aggiunge che "lo scopo del diritto penale è conferire una pena da scontare al colpevole non rieducare la società. Creo un allarmismo, faccio credere che l'uccisione delle donne è un'emergenza sociale. Ma non è così, lo dicono le statistiche europee, noi siamo tra i Paesi più virtuosi in Europa per uccisione di donne. Sono molto più frequenti nei Paesi del Nord Europa. Se tipizzo questi reati in base alla vittima, dovrò creare il reato di cristiancidio". Sull'educazione affettivo-sessuale a scuola come prevenzione del femminicidio, Vannacci sostiene che "in Nord Europa dove l'educazione sessuale viene fatta da anni, gli omicidi di donne sono più numerosi che in Italia", e che invece va combattuto "crescendo uomini forti e non deboli. Per me la cultura patriarcale è l'uomo che si prende carico della famiglia, che la protegge, che protegge le donne in quanto esseri fisicamente più deboli rispetto all'uomo. Uomini educati a reggere la frustrazione, capaci di cadere e rialzarsi". Per l'ex generale "uccidere una persona è sempre sbagliato. Poi ci sono tante caratteristiche che vengono a essere prese in considerazione: il movente, lo stato d'animo passionale dell'assassino... Tant'è vero che in Italia, per l'infanticidio, la pena è più lieve perché si prende in considerazione la debolezza della madre che arriva a tanto". (ANSA).

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