Va in pronto soccorso e viene dimessa, anziana di 89 anni muore poco dopo

A Milano, famigliari presentano denuncia e Regione attiva accertamenti Ats

(ANSA) - MILANO, 01 OTT - Una donna di 89 anni è deceduta lo scorso martedì poco tempo dopo essere stata dimessa dal Pronto soccorso della Clinica Città Studi di Milano, istituto privato convenzionato. I familiari hanno effettuato una denuncia ai Carabinieri per capire se ci sono state eventuali negligenze dei medici e la Regione Lombardia ha dato mandato all'Ats Milano di effettuare accertamenti. L'Ats ha già attivato l'équipe di controllo competente, che sta verificando gli aspetti organizzativi, assistenziali e clinici. Nei giorni precedenti la signora aveva riportato dei dolori al petto e alle braccia, oltre a delle difficoltà respiratorie, ed era stata visitata a casa. I sintomi erano rimasti per diversi giorni e quindi, come hanno ricostruito il Giorno e la Repubblica, la donna è stata trasportata alla Città Studi, dove - dopo alcuni accertamenti - è stata dimessa nel giro di poche ore. Tornata a casa, la signora ha avuto una ricaduta. Allertati di nuovo i soccorsi, i sanitari hanno provato a rianimarla ma la donna è deceduta. "Vogliamo fare piena luce e ricostruire con attenzione e in modo puntuale quanto accaduto, nel rispetto del dolore della famiglia", afferma in una nota Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, che ha chiesto all'Ats Milano "di procedere con tutti gli accertamenti necessari e l'équipe competente è già al lavoro. L'obiettivo è esaminare il percorso assistenziale seguito dalla paziente, sulla base della documentazione sanitaria e di tutti gli elementi disponibili. Saranno gli accertamenti a fornire un quadro oggettivo della vicenda". L'attività di controllo, spiega la Regione nella nota, consentirà di approfondire il percorso assistenziale della paziente e le modalità della valutazione clinica e della successiva dimissione "nel rispetto delle competenze degli organismi preposti e dell'eventuale attività dell'autorità giudiziaria". (ANSA).

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